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La tragedia delle Foibe: “non vogliamo dimenticare ciò che è stato, diremo sì alla vita” foto

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VASTO. Si è tenuta questa mattina presso il Monumento ai Caduti in Piazza Caprioli a Vasto la commemorazione delle vittime della tragedia delle Foibe. Un appuntamento che ha voluto ricordare il dolore dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Ad organizzare la celebrazione è stato il “Comitato 10 febbraio”, presieduto da Marco Di Michele Marisi con il patrocinio del Comune di Vasto e dalla Provincia di Chieti. La manifestazione è iniziata con la deposizione della corona d’alloro presso il Monumento, in un silenzio surreale e ricco di emozione. Presenti le autorità civili e militari,insieme ad alcune associazioni e scolaresche di studenti attenti e composti. Proprio ai giovani infatti si è voluto dedicare questo incontro e principalmente a loro è stata dedicata la testimonianza di Magda Rover, scampata alle Foibe. Nel Secondo Dopoguerra per mano dei partigiani di Tito e di molti partigiani italiani, tantissimi nostri connazionali furono gettati nelle Foibe, cavità che si inoltravano in profondità nel sottosuolo. In altri casi invece furono portati nei campi di concentramento, costretti ad abbandonare i propri cari e la propria terra. “Oggi si è voluto ricordare il dolore dei nostri nonni e dei nostri padri”

Il sindaco Francesco Menna: L’odio non ha colore, né forma, né aspetto e invade la mente fino a distruggerti, fino a portarti lontano dal tuo cuore e da ciò che sei. Prendo in prestito le parole di un famoso esule istriano Paolo Barbi che costituiscono un’inno alla vita in questo momento di grande riflessione nel ricordo delle vittime delle Foibe. Alcune settimane fa abbiamo fatto memoria della Shoa, come unite da un unico filo rosse queste immani tragedie scuotono nel profondo e ci muovono un’unica domanda: Com’è stato possibile? Non troveremo mai una risposta che ci soddisfi o risolva i nostri dubbi e appaghi il nostro desiderio di verità. Ma una cosa è certa, noi non vogliamo dimenticare ciò che stato e non dobbiamo fare l’errore commesso da intere generazioni di italiani prima di noi che per troppo tempo hanno messo sotto silenzio questa triste pagina della storia. Questa è la storia degli scomparsi nel nulla, dei morti rimasti senza sepoltura. Delle Foibe, dell’esodo, della fatica che costò agli esuli fiumani, istriani e dalmati lasciare le proprie terre e ricostruirsi daccapo una nuova vita nell’Italia da poco tornata indipendente e libera ma umiliata nella sua regione orientale. Il giorno del Ricordo così come riconosciuto nel 2004 è nato con l’intento di fare giustizia alla memoria, delle terribili vicende che si svilupparono a partire dal 1943. Va detto che da quel momento si sviluppò una delle barbarie più atroci del secolo scorso. Foibe e Shoa sono due facce della stessa medaglia, quella della disumanità, dell’incapacità di fare il bene. Siamo qui per dire che l’odio non ha vinto allora e non vincerà. Diremo sempre sì alla vita, alla pace e alla democrazia. Riconosciamo allora la possibilità che ogni giorno abbiamo di crescere e diventare veramente umani, solo così potremo commemorare veramente quelle tante vite spezzate.” 

A seguire, l’emozionante testimonianza dell’esule Magda Rover che ha attirato in particolare l’attenzione degli studenti con il racconto della sua infanzia. Un’ infanzia duramente colpita da questa atroce vicenda che ha segnato in modo indelebile la sua vita, la sua mente ed il suo cuore.

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