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Business del sesso, Di Stefano chiede intervento del Ministero

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ROMA. “Le dimissioni del Dott. Spano sono una chiara ammissione di colpa e invece che semplificare la situazione la complicano” lo ha dichiarato in una nota l’On. Fabrizio Di Stefano a seguito delle dimissioni del direttore dell’ Unar, Dott. Francesco Spano, al centro delle polemiche di queste ore dopo un servizio de Le iene che ha denunciato un uso improprio dei fondi di palazzo Chigi.  L’onorevole Di Stefano ha depositato depositato un’interrogazione parlamentare inerente i finanziamenti pseudo-culturali da parte dell’ Unar a seguito del servizio della trasmissione le Iene, andato in onda su Italia 1, Domenica 19 Febbraio, in cui vaniva denunciata l’erogazione indiscriminata di finanziamenti ad associazioni pseudo-culturali da parte dell’ Unar, l’Ufficio anti discriminazioni razziali all’interno del Dipartimento Pari opportunità della presidenza del consiglio.

“Troppo spesso dietro talune di queste organizzazioni pseudo-umanitarie o pseudo- garanti dei diritti di vario genere si nascondono invece organizzazioni parallele ai movimenti politici di sinistra; ma che addirittura si arrivi a finanziare dei centri dove si pratica sesso omosessuale di gruppo e prostituzione è davvero inaudito” ha continuato l’On. Di Stefano in riferimento al busillis dell’inchiesta, ovvero un finanziamento di 55 mila euro rilasciato a un’associazione dietro la quale – secondo la trasmissione –sarebbe occultato il business del sesso omosessuale .

Ognuno può vivere la propria sessualità come meglio crede e desidera, nel rispetto ovviamente del decoro e della sensibilità altrui, ma è assurdo che si utilizzino delle risorse pubbliche per soddisfare le proprie inclinazioni e i propri desideri privati.

Vedere un funzionario dello Stato, il dottor Spano, ammantato con un cappottino rosso ciliegia che scappa miseramente davanti alle telecamere, che giustamente chiedono conto di tale situazione, è semplicemente vergognoso.

Ritengo necessario che il Ministero mobiliti una commissione d’inchiesta per verificare a chi vengono erogati tutti gli altri finanziamenti; certamente non può aspettare che sia un bravo giornalista ad arrivare laddove dovrebbe arrivare lui” ha concluso l’On. Fabrizio Di Stefano.

 

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