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Amato: se Paolucci è interessato alla Radiologia gliela posso raccontare io

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VASTO. L’Onorevole  Maria Amato replica all’assessore  regionale Silvio Paolucci in merito alle mammografie bloccate all’ospedale di Vasto.

“Questo il testo integrale che dice in realtà qualcos’altro, dice i numeri, dice che su 9 medici, due sono in congedo, due a orario ridotto con esonero delle notti, uno con esonero delle notti per problemi oculari e che la produttività non si è ridotta rispetto al 2014.

L’assessore Paolucci -dice Maria Amato- politico, dottore in economia, entra nel merito delle differenze tra mammografia di screening e mammografia clinica, e fa rispondere all’organo tecnico della Regione, dr Angelo Muraglia, sulle interruzioni volontarie di gravidanza, argomento caldo di politica sanitaria.

Minaccia o promette provvedimenti per la Radiologia di Vasto. Mi incuriosiscono i provvedimenti. Con un po’ di ottimismo da parte mia, forse vorrà farsi spiegare dal management:

– come si assegnano le risorse mediche, vorrà sapere che di 4 medici su 9 medici, due sono in congedo per maternità e paternità e due a orario ridotto con esonero delle notti, e tra gli altri 5 uno ha un problema oculare serio, per cui lavora in radiologia tradizionale e non fa reperibilità;

– vorrà suggerire che se la carenza è per chi sa fare la mammografia magari vale la pena di chiedere su quali metodiche sono autonomi prima di destinarli a Vasto, oppure di pianificare un percorso di formazione ad hoc visto che abbiamo l’Università in house;

– vorrà sapere come mai in una situazione di carenza si da luogo ad un avviso di mobilità interna trasferendo un medico da Vasto a Ortona;

-o ancora secondo quale logica vengono sostituite due unità in congedo e due a orario ridotto con un solo medico a rotazione mensile avendo come aspettativa che tutto continui a funzionare come un orologio, in un mese a mala pena impara come funziona l’organizzazione del servizio.

Le visite lampo di Assessore e Direttori a Vasto (il Capo Dipartimento non lo metto in elenco perché a Vasto mi dicono non sia mai andato) forse non consentono di capire quanto è diverso il lavoro di una Radiologia periferica lontana un’ora dal centro di riferimento, in un ospedale che fa prevalentemente emergenza urgenza, rispetto a un posto in cui si fa un lavoro, anche più sofisticato, senza lo stress dell’elicottero che deve trasferire il paziente. Magari l’Assessore prima di avventurarsi nei giudizi sulla sospensione della mammografie era bene che accertasse che lo screening non è stato sospeso, le mammografie cliniche (quelle dove serve il medico) si, evitando giustamente che della sospensione risentissero le pazienti con patologia oncologica. Se volesse approfondire il problema dovrebbe piuttosto chiedere al Manager, che lui ha scelto perchè realizzasse i suoi obiettivi, come fanno i Radiologi di Vasto a fare in 4 le reperibilità notturne e festive che dovrebbero fare in 9 e che altrove si fanno in 15? Come reggono e come fanno con la stanchezza di notti accumulate ad affrontare le mammografie e il lavoro gravoso di una sala Tac in cui si prenotano 13-15 esami con mezzo di contrasto e si fanno altrettanti esami urgenti?

Eccoli i motivi per cui se si può scegliere di andare via, i medici se ne vanno: si lavora sotto pressione e si lavora tanto. Hanno quasi tutti l’ipertensione, lo sa questo l’Assessore? Ecco magari dovendosi occupare della salute delle persone, prenda provvedimenti anche su questo.

Solo per curiosità di chi legge, perchè l’Assessore Paolucci, i Direttori Generale dr Flacco e il Direttore Sanitario Aziendale dr Orsatti, e il Capo Dipartimento Prof Cotroneo ovviamente seguendo le dinamiche di budget ne sono già a conoscenza, questi sono i dati della produttività 2016 della Radiologia del San Pio: su un totale di 59609 esami 2028 erano RNM, 1350 mammografie cliniche, 2146 mammografie di screening, 4378 ecografie e 13943 TAC, praticamente gli stessi esami del 2014 con tutti i problemi legati ai medici, ad apparecchiature funzionanti a singhiozzo (telecomandato in garanzia che in tre mesi si è fermato una trentina di volte), a promesse mai mantenute (Tac 64-128 strati annunciata 1 anno e mezzo fa).

Glielo suggerisco io il provvedimento, gli dia un premio produttività! Faccia finalmente una valutazione comparativa tra il numero di medici in dotazione e il numero e la tipologia di esami eseguiti: la tipologia è importante perchè una MOC o un Rx torace richiedono meno tempo, meno risorse mediche e diversa competenza che una TAC TOTAL BODY per stadio oncologico senza e con liquido di contrasto, una mammografia clinica in cui il medico visita la paziente e se serve fa anche l’ecografia, o una RNM encefalo e midollo senza e con contrasto per oncologia o sclerosi multipla per esempio. Ha studiato economia, i numeri sono il suo pane quotidiano, sa perfettamente che un totale da solo significa poco.

Poi se è realmente interessato alla Radiologia di Vasto, visto che é il mio lavoro, magari gliela posso raccontare io.”

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