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Il valore dell’accoglienza non è di destra nè di sinistra, è un valore e basta foto

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VASTO. “Negli ultimi tempi mi sono reso conto di quanto il semplice operato di un lavoratore possa essere motivo di dibattito politico. IL MIO LAVORO E’ DI DESTRA? E’ DI SINISTRA?
Lavorare nel campo dell’assistenza ha una specifica veste? Se è vero, allora non la riconosco nel mio quotidiano.
Abito in questo territorio da quando sono nato e da qualche anno svolgo un lavoro che mi gratifica soprattutto da un punto di vista umano. Nell’organizzazione per la quale lavoro non ho mai identificato un particolare colore politico, siamo in tanti, diversi l’uno dall’altro per idee, credo politico e religioso, ma uniti dalla volontà di lavorare serenamente e seriamente per il perseguimento di un bene comune. Un gruppo di tanti giovani, uniti e pronti a mettere le proprie professionalità non solo al servizio della nostra legittima necessità di guadagnarci uno stipendio, ma anche per poter dare il meglio di noi stessi al servizio del prossimo.
Abbiamo partecipato alla rappresentazione Carnevalesca della città con tanto entusiasmo e fantasia per favorire la nostra proposta di integrazione e solidarietà,avendo un ottimo riscontro con la popolazione locale che si è divertita con i nostri ragazzi dimostrando con ardore che la popolazione vastese è incline ad un’apertura verso il magico mondo dell’integrazione culturale. Nel Vastese mi sono reso conto che, nonostante tanta polemica,dettata magari dalla fisiologica novità iniziale i nostri ragazzi non hanno mai incontrato nessun razzista! l’8 Marzo inoltre ci sarà una rappresentazione teatrale sulla tratta al teatro Marruncino di Chieti; queste sono le nostre prerogative, qualificare il tempo dei nostri ospiti e favorire la loro interazione con la nostra popolazione.

Noi crediamo fermamente che queste persone “domani” dovranno contribuire al bene della collettività pagando le tasse con il loro lavoro. In questo percorso, certo, abbiamo condiviso anche le scelte della nostra Direzione, sempre pronta ad andare contro corrente rispetto all’attuale sistema di accoglienza e tante sono state le iniziative alle quali abbiamo partecipato per promuovere un cambiamento delle carenze che ci sono nell’attuale normativa applicata in tema di immigrazione.
Noi condividiamo le recriminazioni degli italiani che si vedono penalizzati da quanto invece il governo spende per gli immigrati, le nostre numerose istanze agli Enti istituzionali per proporre di razionalizzare le risorse per l’accoglienza e uniformare gli aiuti a chiunque ne abbia bisogno, sono state sotto gli occhi di tutti.
Noi comprendiamo e condividiamo la rabbia dei tanti italiani che non riescono ad arrivare a fine mese, e che vedono tante risorse impiegate per dare alloggio, pasti e servizi agli stranieri oltre il tempo dovuto. Anche noi crediamo fermamente che il sistema di accoglienza debba essere cambiato. Come riteniamo sia giusto accogliere chi scappa dalla guerra e dalla fame sia esso italiano o straniero, riteniamo con uguale forza che non debba essere assicurata l’accoglienza oltre il tempo necessario a garantire l’inizio di una seria integrazione, una formazione adeguata e un aiuto concreto per che non conosce le nostre regole.
E allora perché non dialogare? Perché cadere ancora una volta nel solito qualunquismo e strumentalizzazione politica di questo fenomeno?
Saremmo tutti vigliacchi se non ci rimboccassimo le maniche e non provassimo a farci promotori di un dialogo vero e concreto sulle tematiche che per loro stessa natura spesso mettono ideologie diverse a confronto, ma troppo spesso scatenano odio, rabbia e paura.
Mi viene in mente quanto la paura di chi accoglie uno sconosciuto sia simile alla paura di chi non conosce la terra nella quale arriva, e teme quale destino gli venga riservato lontano dai suoi affetti.
Insomma, la sensazione è che davvero basterebbe dialogare sinceramente, magari, mettendo insieme contenuti condivisi, riusciremmo a dare anche più voce alle idee comuni. Certo è una sfida ambiziosa, ma piuttosto che assistere passivamente come spettatori..ognuno si faccia promotore delle proprie idee confrontandole con gli altri.
Il valore dell’accoglienza non è di destra né di sinistra, è un valore e basta..”.

Così, in una nota stampa, Domenico Zillotti.

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