vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Legge sul Gap ed occupazione: vi è seria preoccupazione

Più informazioni su

Chi conosce il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello dei siti per giocare al casino online sa benissimo quanto l’associazione As.Tro sia in prima linea per far conoscere effettivamente questo mondo, le sue esigenze e le sue aspettative e quanto i suoi rappresentanti, con tanta grinta, percorrano tutta la Penisola per intrattenere colloqui con le Amministrazioni Comunali, per discutere delle varie Leggi Regionali e delle ordinanze restrittive sugli orari “imposti” alle apparecchiature da intrattenimento e per far “sentire anche la voce degli operatori del gioco”.

Ma, ora, non si discute più solo ed unicamente degli orari di accensione degli apparecchi: la “cosa” è diventata più “pesante”, posto che si va a discutere anche dei risvolti che queste Leggi Regionali stanno provocando all’occupazione del settore, argomento questo che sta particolarmente a cuore agli operatori, ad As.Tro e dovrebbe anche esserlo per le Autorità.

Il responsabile associativo per le questioni territoriali di As.Tro parteciperà alla riunione forse più importante sino ad ora messa sul campo che si terrà in Regione Liguria e che tratterà della occupazione e, quindi, di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto delle attività commerciali e, pure, della “vita stessa” di decine di aziende di gestione edvin vista di questo incontro con l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, As.Tro si sta preparando a fondo.

Prima, però, di entrare in qualsiasi altro dettaglio relativo a questo incontro, bisogna evidenziare che dalla Legge Regionale ligure sono discese, a cascata, le altre tredici leggi regionali, tutte non impugnate ovviamente dalla Presidenza del Consiglio e tutte fortemente sostenute dallo stesso schieramento politico che dal 2014 ha trasformato le apparecchiature di gioco lecito (e si vuole proprio sottolineare “lecito”) in una sorta di “bancomat erariale” al quale attingere per poter sciorinare quel vecchio slogan “non si metteranno più le mani nelle tasche degli italiani”.
Slogan che si ripete come un mantra da tempo: e come se chi è giocatore, ahi lui, avesse “istantaneamente” perso il diritto di essere chiamato cittadino italiano nelle cui tasche “non si attingerà più”. Ma questi sono i paradossi della politica che sempre ci sono stati, sempre ci saranno, e dei quali bisogna solo, purtroppo, prendere atto.

Bisogna anche prendere atto che negli ultimi anni in cui si è applicata la Legge Regionale, lo Stato ha triplicato le previsioni di gettito erariale proveniente dal comparto apparecchi di gioco (e solo quel segmento, non tutto il mondo-gioco lecito in generale come ad esempio i casino online): però, lo Stato nel contempo ha “sentito” la necessità di una riduzione dell’offerta del prodotto gioco, la Regione Liguria ha continuato a cavalcare la battaglia contro il gioco “a volte strumentalizzando il numero delle ‘vittime’”, vi è stato un aumento di soggetti toccati dal gioco problematico, sopratutto coloro che sono dediti al gioco non terrestre, ed in alcune zone della Regione Liguria il gioco illecito si è “rivitalizzato” coprendo parecchie attività, come bar, centri scommesse e pure sale da gioco.

Non si comprende, quindi, per quale motivo queste Leggi Regionali debbano avere dei meriti, debbano essere mantenute, oppure che debbano trasformarsi in una legge nazionale: quello che emerge è che esiste un enorme distacco tra l’agire politico, il bene del territorio e la presa di coscienza delle conseguenze che ne stanno derivando (la chiusura di tantissime imprese di gioco), ivi compresi, naturalmente, i licenziamenti di tante risorse i cui costi sono, oggi, insostenibili.

 

Più informazioni su