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L’Aquila, dopo 8 anni il ricordo è ancora vivo

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L’AQUILA . Una data che non scordiamo, una data in cui si versano lacrime per chi non c’è più e per tutto quello che si sarebbe potuto evitare. Nessuno dimentica le macerie, le vite spezzate, non si può scordare la paura, la solidarietà e il senso di impotenza di chi non riusciva a fare quanto voleva.

Quella notte tutti noi abbiamo perso qualcosa, anche chi non ha materialmente perso nulla.

ASSAI – Associazione Scuole Sicure Abruzzo – Italia, nasce l’11 marzo per questo, per evitare che si versino altre lacrime, che ci si senta di nuovo impotenti, atterriti, impauriti.

Le 4 province Abruzzesi unite cercano di dar voce ad ogni paese, città, realtà esistente nel territorio. Ci muoviamo per parlare alla gente condividendo quello che abbiamo saputo grazie alla collaborazione di professionisti dei più svariati settori:

Ingegneri strutturisti, legali, sismologi, geologi, insegnanti, dirigenti, perché siamo certi che si otterrà qualcosa solo con un lavoro di concerto, portato avanti assieme con senno, determinazione e trasparenza.

All’indomani dei terremoti del 24 agosto, del 30 ottobre e del 19 di gennaio, tanti cittadini, genitori, professionisti, si sono uniti con l’unico intento di rendere sicure le strutture scolastiche che sorgono in una terra che è viva, si muove ma che non deve mettere paura, perché è la terra che amiamo e che vogliamo continuare ad abitare e vivere.

Il nostro compito è quello di smuovere le coscienze ancora assopite, di far comprendere cosa necessita ad una città sicura per definirsi tale, e mostrare esempi lungimiranti di quei pochi comuni e amministrazioni che hanno preventivamente pensato alla sicurezza dei loro figli, del loro futuro.

Il nostro compito è quello di far capire che la tanto declamata  “normalità” consiste nel lasciare i nostri figli in strutture idonee, adeguate interamente alla sicurezza, strutture dove, in caso di sisma, noi per primi potremo dire ” è a scuola, è al sicuro ” e non in edifici dove, lasciandoli, si prega a bassa voce “speriamo non accada niente nemmeno oggi “.

Siamo stati fortunati dopo quel 6 aprile 2009, ma la vita e il futuro dei nostri figli non si può basare sulla fortuna, vanno cambiate le cose, la staticità delle amministrazioni, la consapevolezza dei genitori e dei cittadini tutti.

Cosa vorremmo?

-Scuole nuove e adeguamenti idonei lì dove si può mettere mano a costruzioni preesistenti.

-Partecipazione ai bandi.

-Progettualità

-documentazioni chiare, trasparenti e accessibili.

-partecipazione attiva con gli enti preposti

– vorremmo porre fine agli investimenti sbagliati in strutture che mai potranno essere definite ” completamente sicure “.

Cosa abbiamo fatto?

Abbiamo scritto a tutti i politici, dai sindaci al Presidente della Repubblica, e siamo fieri di dire che la segreteria della Repubblica ci ha chiamati per farci sapere che ci hanno letto, ci seguono e vogliono essere tenuti al corrente, per dirci che il Presidente Mattarella è fiero di ciò che stiamo facendo. Dai politici locali abbiamo avuto risposte diverse, da piene collaborazioni a collaborazioni parziali a, purtroppo, fastidiosi silenzi ma non ci fermeremo!!!

Abbiamo consegnato brevi mano una lettera all’onorevole Brunetta, al presidente della regione Abruzzo Luciano d’Alfonso, ai sindaci delle nostre città e paesi e ad ogni preside di ogni istituto esistente nel territorio.

Abbiamo scritto al Papa come si scrive ad un padre amorevole che bada ai propri figli.

Contattato L’Unicef e altri enti ONG preposti alla tutela dell’infanzia con cui vorremmo tessere future collaborazioni per progetti che mirino al miglioramento della vita scolastica dei nostri figli.

Stiamo preparando incontri ed assemblee, continuando a contattare esperti di ogni settore per collaborazioni presenti e future.

ASSAI non cesserà di muoversi fin quando non avremo certezza che ogni singola struttura scolastica sia idonea alla terra che abitiamo, e per farlo stiamo chiedendo aiuto alla nostra politica, stiamo sparando la loro attenzione su errori del passato così da evitarne la ripetizione.

L’Abruzzo potrebbe divenire la prima Regione di Italia che garantisce la sicurezza scolastica a 360 gradi, la prima regione che potrebbe essere vanto ed esempio per la nostra nazione, ma per farlo servite tutti voi, per farlo dobbiamo andare avanti uniti, smettendo di accontentarci, comprendendo che se c’è una lotta da portare avanti è proprio quella per la tutela del futuro dei nostri figli. Per non ricordare più una data piangendo, per far sì che nessuno abbia più paura per l’incolumità dei propri figli quando la terra trema, dovremo andare avanti assieme, uniti, perché noi non vogliamo che le scuole chiudano ad ogni scossa, che si perdano giorni e giorni di scuola, noi vogliamo la vera NORMALITÀ, quella che ci garantisce la sicurezza nelle scuole, la continuità delle lezioni, noi vogliamo la serenità di poterli lasciare in classe con un bacio e un sorriso e nessuna paura.

ASSAI porge un grande abbraccio all’Aquila con la speranza che mai più si debba ripetere la medesima tragedia, impegnandosi più che può perché un’utopia si trasformi pian piano in splendida realtà.”

Così, in una nota stampa, l’ASSAI – Associazione Scuole Sicure Abruzzo – Italia.

 

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