Staglianò, il vescovo 'pop' agli studenti: "Non temete il linguaggio del per sempre"

Con la sua musica il vescovo di Noto porta fra i giovani il messaggio di Gesù

Attualità
Vasto mercoledì 16 maggio 2018
di Sara Del Vecchio
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Il vescovo Antonio Staglianò e uno studente
Il vescovo Antonio Staglianò e uno studente © Vastoweb

VASTO. Questa mattina il Polo liceale "Pantini-Pudente" ha accolto un ospite speciale: un vescovo che ha affrontato un lungo viaggio per venire a parlare ai giovani e per farlo attraverso la musica. E' Antonio Staglianò, il vescovo "pop" che da anni ormai porta il messaggio di Gesù fra la gente servendosi della sua chitarra, proprio perché la musica riesce ad arrivare dritta ai giovani. L'evento è stato organizzato dal Rotary Club di Vasto. L'ex dirigente scolastica Letizia Daniele insieme all'attuale preside Maria Luisa Di Mucci hanno accolto con parole di gratitudine Monsignor Staglianò, riconoscendo la sua immensa opera di evangelizzazione.

La riflessione del vescovo è stata molto vasta, ma ha toccato i punti nevralgici del disequilibrio che sta attraversando la nostra società, sempre più tecnologizzata e in cui i giovani non conoscono più il significato della parola "amore", dal latino a-mors. Amare dunque vuol dire negare la morte, spiega Staglianò, vuol dire dar vita ad un legame con una persona per la quale si è disposti anche a morire. E oggi sono poche le relazioni forti come quella descritta, soprattutto fra i giovani, che si lasciano incantare dall'amore romantico, da quello che appare come unico e indissolubile, da quello asfissiante che altro non è che un amore ingannevole e passeggero.

Il vero amore parla il linguaggio della definitività, dell'eternità, è il coraggio di prendere scelte definitive. Il vescovo pop ha incoraggiato gli studenti a cantare con lui alcuni versi di brani dal testo intenso, come "Non mi avete fatto niente" di Ermal Meta e Fabrizio Moro, oppure "Vuoto a perdere" di Noemi, quest'ultima in particolare perché tratta la storia di una giovane che cresce non riconoscendosi nelle trasformazioni interiori ed esteriori della sua persona. Con uno studente è stata intonata la canzone di Nek, "Fatti avanti amore" spiegando come sia importante lasciar entrare l'amore nelle nostre vite, avere gli occhi spalancati di fronte alla bellezza che ci circonda, altrimenti la nostra esistenza non avrà senso.

"Credo negli esseri umani - spiega Staglianò - è un verso della canzone di Mengoni ed è bella perché noi dobbiamo riscoprire la nostra umanità che sta andando alla deriva, la barbarie ci circonda, la riconosciamo negli atti di bullismo e negli atti criminali veri e propri, in tutto ciò in cui ad avere la peggio sono i più deboli. E siamo tutti chiamati a tornare umani e ad avere fiducia nell'umanità".

Questo sacerdote dal grande carisma si è conquistato in poco tempo il favore degli studenti, incantati dal suo racconto e affascinati dalle sue parole in grado di far vibrare le corde più profonde in ciascuno di loro. Con la teologia 'pop' contenuta anche nel libro "Pop Theology per i giovani. Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un cristianesimo umano", Antonio Staglianò gira l'Italia, facendosi testimone ed evangelizzatore del messaggio di Cristo, che oggi dopo oltre 2000 anni ci chiede ancora di amare il prossimo come noi stessi.