Le opere di Tenaglia e Brattoli in mostra, Giovanni: "I dipinti sono tutti come figli miei"

alla sala mattioli gio 12 luglio 2018

Vasto Oggi l'ultimo giorno per assistere all'esposizione, aperta dalle 18.30 presso la Sala Mattioli

Cultura e Società di Sara Del Vecchio
2min
Giovanni Tartaglia e una sua opera ©Vastoweb
Giovanni Tartaglia e una sua opera ©Vastoweb

VASTO. Dal 6 luglio presso la Sala "Mattioli" sono in esposizione le opere di due artisti, Giovanni Tenaglia e Piero Brattoli. Una mostra che chiuderà i battenti questa sera e che ha riscosso grande successo fra i visitatori, oltre 200 senza considerare l'affluenza di oggi. Questi due artisti, rispettivamente commerciante e barbiere, non hanno molto in comune per ciò che concerne l'arte, ma da tempo avevano pensato di collaborare ad iniziative di questo genere e finalmente si è presentata l'occasione. Abbiamo fatto una chiacchierata con Giovanni che ci ha spiegato qualcosa circa la passione artistica che coltiva sin da quando aveva 16 anni.

"Non avendo più sulle spalle l'occupazione lavorativa posso dedicarmi alla pittura a tempo pieno - ci racconta l'artista. Inizialmente mi appassionavano i paesaggi mentre ora mi dedico più all'astrattismo e da poco ho scoperto l'argilla che mi sta dando grandi soddisfazioni. Ho fatto tante mostre collettive, l'ultima proprio qui a Vasto nel 2017 nell'ambito di 'Vasto in cornice'. In alcune ho vinto anche diversi premi. Non mi definisco un artista in senso pieno, ma uno che ama sporcarsi le mani".

Quali tecniche utilizza?

La maggior parte delle opere che produco sono fatte con le bombolette spray, alcune realizzate anche ad olio ma non le ho esposte in questa mostra. Ho cominciato ad usare lo spray dopo aver visto un artista a Roma realizzare delle opere che mi hanno incantato.

Quale criterio ha usato nello scegliere le opere da esporre?

Non ci sono dietro grandi selezioni, ho scelto opere sulla natura, altre astratte e poi un po' di scultura. E' un piacere ascoltare le interpretazioni dei visitatori sui quadri astratti. Ognuno ha una visione diversa e un mio disegno ricorda a tutti oggetti, animali e realtà differenti. Penso che questa sia una cosa molto bella.

C'è un dipinto in particolare a cui è legato?

No, sono tutti come figli miei, è come quando ad una mamma si chiede quali figli preferisca. Impossibile che ne scelga uno. Così come i miei dipinti, non saprei scegliere.

In quale momento della giornata ama dipingere?

In particolare la sera e lo faccio nella mia tavernetta. Alcuni anni fa mia figlia mi trovò ancora a dipingere alle 5 del mattino, ero talmente preso dal mia opera che non mi sono accorto del tempo che era passato. E' così, quando una cosa ti coinvolge non badi all'orario.

E' soddisfatto di come è andata questa mostra?

Sono incredibilmente soddisfatto, non mi aspettavo tutti questi complimenti, in molti mi hanno anche chiesto se vendessi le mie opere. Certamente alla mia prossima mostra dedicherò ancora più anima. In questo caso mi sarebbe piaciuto farla ad agosto in cui sicuramente l'afflusso di turisti sarebbe stato maggiore, ma ho fatto tardi la richiesta per la sala.

A conclusione della nostra chiacchierata Giovanni ci ha spiegato alcune delle sue opere, una in particolare di argilla in cui è riprodotto Cristo ai piedi della Croce insieme a un carro armato, una poltrona e un bambino che muore di fame.

"Questo rilievo vuol dire che Cristo si interroga sul perché del suo sacrificio visto ciò che sta accadendo nel mondo adesso. Ci sono le guerre, i politici pensano solo alla poltrona mentre una gran parte di popolazione muore di fame".

Questa sera alle 18.30 sarà possibile visitare per l'ultima volta la mostra e anche scambiare una chiacchierata con i due artisti.



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