da sinistra Giancarlo Cicolini (Chieti), Irene Rosini (Pescara), Santina Calisse (L'Aquila) e Cristian Pediconi (Teramo)

Al via i Dipartimenti delle professioni sanitarie anche in Abruzzo

CHIETI. Sembra aprirsi sotto i migliori auspici questo nuovo anno per i professionisti infermieri abruzzesi. Lunedì prossimo, 16 gennaio, si insedieranno i primi due dirigenti infermieristici nell’Azienda sanitaria locale di Teramo, quale esito del primo concorso per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a tempo indeterminato.

«L’esperienza pionieristica di Chieti – afferma il presidente del Collegio provinciale Ipasvi di Chieti, Giancarlo Cicolini – è ancora in fase di sviluppo, ma ha comunque, per la prima volta nella nostra regione, visto l’attivazione di un Servizio delle professioni sanitarie, garante di un’assistenza sempre meglio organizzata e in grado di soddisfare i mutevoli bisogni dei cittadini. La presa in carico globale (territoriale e ospedaliera) degli assistiti ha necessità di prevedere modelli organizzativi in grado di centralizzare il paziente in quel percorso di cura sempre più integrato e personalizzato».

Un plauso arriva dunque dai Collegi Ipasvi delle quattro province, che rappresentano gli infermieri abruzzesi e che tanto si sono prodigati con l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, per realizzare Dipartimenti delle professioni sanitarie in tutte le Asl.

Il presidente dell’Ipasvi di Teramo, Cristian Pediconi, pur entusiasta di questo primo passo nella Asl di riferimento per la realizzazione di un’organizzazione innovativa, auspica che «le due figure dirigenziali siano collocate onorando le linee guida per la realizzazione dei nuovi atti aziendali, presentati alla fine dello scorso anno dall’assessore Paolucci».

La nuova organizzazione permetterà anche all’Abruzzo di allinearsi ai modelli organizzativi delle regioni più all’avanguardia in ambito sanitario.

I presidenti dei Collegi Ipasvi di Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila ora attendono dalla politica sanitaria regionale le necessarie delibere attuative, in modo da permettere lo sviluppo uniforme della qualità assistenziale che, come ampiamente documentato, passa anche e soprattutto attraverso la valorizzazione delle professioni sanitarie.