Due chili di droga nella casa, arrestati coniugi napoletani
VASTO - Carabinieri travestiti da spazzini scoprono la casa da cui, secondo gli investigatori, veniva smistata l'eroina diretta al mercato del Vastese. In carcere sono finiti due coniugi già noti alle forze dell'ordine: Lorenzo Cozzolino, l'esule della camorra residente da anni a Gissi, e sua moglie, Italia Belsole. L'operazione è scattata ieri in località Rosario. Sequestrati complessivamente 2 chili e 750 grammi di eroina. L'uomo era agli arresti domiciliari dopo la condanna ridotta da 9 anni e 6 mesi a 7 anni dalla Corte d'appello dell'Aquila. La donna, sua seconda moglie, era sottoposta a sorveglianza speciale. I due hanno tre figli di 10, 7 e 5 anni.
Il racconto - I fatti sono stati raccontati stamani in una conferenza stampa dal capitano della Compagnia di Vasto, Giuseppe Loschiavo, insieme al sottotenente Loredana Lenoci, responsabile del Nucleo operativo e radiomobile, e al maresciallo Luigi Lacerenza, comandante della Stazione di Gissi. Oltre che addetti della nettezza urbana, gli investigatori si sono anche spacciati per operatori del censimento 2011.
L'inchiesta - "Le indagini sono durate una ventina di giorni", racconta Loschiavo. Sotto mentite spoglie, gli investigatori hanno tenuto sotto controllo un edificio di edilizia residenziale pubblica di località Rosario. E' lì che si trova la casa popolare in cui vivono i coniugi Lorenzo Cozzolino, 41 anni, originario di Cercola (Napoli) e Italia Belsole, 27, nativa di San Giorgio a Cremano (Napoli). Entrambi sono stati già coinvolti in precedenti inchieste condotte dai militari dell'Arma, che all'epoca dei primi provvedimenti giudiziari definirono Cozzolino un "esule della camorra", sfuggito alla faida che anni fa dilaniò l'area partenopea.
Durante i controlli, i finti operatori ecologici hanno notato "in paese la presenza di alcuni soggetti di Vasto" e di alcuni "centri dell'Alto Vastese". Persone con "precedenti penali per reati connessi all'uso e allo spaccio di droga", afferma il comandante della Compagnia di piazza Dalla Chiesa. Nel bel mezzo dell'inchiesta, il 16 novembre scorso, i carabinieri avevano fermato e arrestato Aantonio Battista, 44enne operaio e pregiudicato di San Salvo, che all'uscita dall'abitazione della famiglia napoletana, era stato trovato in possesso di 250 grammi di eroina.
Inoltre, la Belsole era stata vista "soffermarsi nei pressi dell'aiuola condominiale, solcando il terreno come se dovesse sotterrare qualcosa".
A quel punto, il sostituto procuratore di Vasto, Giancarlo Ciani, firmava un ordine di perquisizione della casa. I militari facevano irruzione nell'abitazione e, con l'ausilio di Omex, un pastore tedesco addestrato per la ricerca degli stupefacenti, trovavano circa "due chili e mezzo di eroina, suddivisa in panetti e occultata in vari posti dell'abitazione. Alcuni panetti erano sotterrati - dice Loschiavo - proprio nell'aiuola dove era stata notata la Belsole".
Rinvenuti anche due bilancini di precisione, vario materiale per il confezionamento della droga, una pressa artigianale "creata ad hoc", una macchina per il confezionamento sottovuoto utilizzata presumibilmente per avvolgere i panetti, 2mila 500 euro in contanti "verosimilmente provento dell'attività di spaccio" e 18 proiettili calibro 38 illegalmente detenuti .
Cozzolino si trova ora nel penitenziario di Torre Sinello, a Vasto. La Belsole nel carcere femminile di Chieti.
"Questi arresti hanno sicuramente inferto un duro colpo all'attività di traffico e spaccio nell'hinterland vastese".
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