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Mercoledì 23 Maggio 2012
  • 17-12-2011 - CRISI
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Operai presidiano la Golden Lady, la Provincia: " 4 offerte"

Operai presidiano la Golden Lady, la Provincia: " 4 offerte"

GISSI - Le offerte sono 4. Eppure non c’è nessuna certezza che vadano a buon fine. Sarà un Natale di apprensione per i 382 lavoratori della Golden Lady di Gissi. La fabbrica ha chiuso i battenti il 25 novembre scorso. E non riaprirà. Il gruppo tessile di Castiglione delle Stiviere ha deciso di spostare in Serbia la produzione di calze e indumenti intimi. Erano oltre 200, in gran parte donne, gli operai che ieri mattina hanno partecipato al sit-in di protesta.

I cassintegrati e le loro famiglie chiedono una prospettiva di futuro che vada al di là della cassa integrazione prorogata di un anno. Gli ammortizzatori sociali non possono restituire la speranza. “La libertà non è stare sopra un albero. Non è neanche il volo di un moscone. La libertà è partecipazione”. Questa frase, tratta da una canzone di Giorgio Gaber e scritta su uno striscione, è lo slogan scelto dai lavoratori che hanno presidiato lo stabilimento della Val Sinello. C’erano le bandiere di Cgil, Cisl, Uil, Cobas e il sostegno del comitato “A’Vast” di Rifondazione comunista e del Partito di alternativa comunista, rappresentato dal coordinatore regionale Ivan Alberotanza.

Presenti diversi politici, tra cui il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), il consigliere regionale Nicola Argirò (Pdl), i consiglieri provinciali Giuseppe Forte (Pd) e Camillo D’Amico (Pd), il sindaco di Gissi Nicola Marisi e Marco Marra, assessore comunale di Vasto.

“Ci sono 4 possibilità legate alle offerte di altrettanti gruppi industriali dei settori calzaturiero, energetico, dolciario e automotive. Ques’ultimo sarebbe interessato a fabbricare motorini”, ha detto Di Giuseppantonio. Ho chiesto al Ministero dello Sviluppo economico di riaprire il tavolo romano sulla vertenza Golden Lady per seguire la strada tracciata, che è quella della riqualificazione e riconversione dello stabilimento di Gissi, in modo da dare una nuova speranza nel futuro”.

Servirà un investimento da 20-25 milioni di euro. Lo ha annunciato Argirò: “Sembra ci sia una cordata. Iimprenditori marchigiani intenzionati a riassorbire l’intera forza lavoro. Ora dalle chiacchiere si deve passare ai fatti, verificando in concreto il piano industriale. Altrimenti, se non abbiamo la soluzione definitiva, come possiamo sederci attorno al tavolo del Ministero? Altri progetti sono possibili attraverso i fondi Fas. La legge 181 consente di ottenere sgravi del 50% per l’acquisto di macchinari”. “Bisogna portare qui qualche imprenditore serio”, ha avvertito il sindaco. Hanno chiesto impegni concreti e una prospettiva vera per i lavoratori i segretari privinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, e Uilcem-Uil, Giuseppe Rucci, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa. “Fondi e risorse dovrebbero essere messi a disposizione anche di altre aziende della Val Sinello che vivono momenti drammatici”, ha ricordato Rucci.

Michele D’Annunzio - micheledannunzio@vastoweb.com


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