Riorganizzazione delle scuole, faccia a faccia Comune-genitori
VASTO - "Non c'è nessun pericolo. Tranquillizzatevi". Lina Marchesani, assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Vasto, lo ripete molte volte. Nella Sala del Gonfalone del municipio la conferenza stampa si trasforma presto in un nuovo faccia a faccia con le famiglie degli alunni. Sette genitori della scuola dell'infanzia Aniello Polsi chiedono di cambiare la riorganizzazione delle scuole approvata dal Consiglio comunale prima della definitiva decisione della Regione Abruzzo, prevista entro il 31 dicembre.
La protesta - Mercoledì, con tanto di cartelloni Scuola occupata, genitori e maestre hanno protestato davanti all'edificio scolastico di via De Gasperi. "I nostri figli perderanno la priorità nelle iscrizioni alla Ritucci Chinni, la scuola primaria" (cioè le elementari) "distante 50 metri da qui e indispensabile per i residenti del quartiere San Paolo. Rischiamo di dover portare i bambini a Cupello o Monteodorisio, uniche scuole primarie inserite nel futuro Istituto comprensivo Rossetti". Gli Istituti previsti dal documento elaborato dal Comune sono 4. "Questo - dicono i genitori - è l'unico che non avrà una scuola primaria di Vasto".
La proposta - In municipio i genitori ribadiscono la loro proposta: "La scuola primaria Ritucci Chinni venga spostata dall'Istituto comprensivo Martella all'Istituto comprensivo Rossetti", di cui fa parte la Aniello Polsi, "in modo da assicurare continuità didattica, mentre per la primaria di Cupello si faccia l'opposto: dall'Istituto Rossetti al Martella".
La replica - "Al momento di discuterne con la Regione, faremo nostra questa proposta", hanno risposto la Marchesani e Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale. Alla conferenza stampa c'erano anche i consiglieri comunali Domenico Molino (Pd), Luigi Marcello (Giustizia sociale), Nicola Del Prete (Alleanza per l'Italia) e Davide D'Alessandro (Alleanza per Vasto). In Consiglio comunale la bozza di riordino dei cicli scolastici è stata approvata da tutti i rappresentanti dei partiti, tranne due: Massimo Desiati e Andrea Bischia (Progetto per Vasto). E' probabilmente a loro che la Marchesani si riferisce, quando dice che "questa vicenda è stata strumentalizzata, creando allarmismo".
La titolare della delega alla Pubblica istruzione ha ripercorso l'iter seguito dall'amministrazione: "La legge Gelmini e la finanziaria mirano a ridurre il personale. Compito della politica locale, e dunque compito nostro, è evitare che si perdano posti di lavoro nel personale Ata", ausiliare tecnico amministrativo, ossia bidelli e impiegati di segreteria. "Insegnanti e dirigenti scolastici non sono a rischio. Al massimo possono essere spostati ad altra scuola. Quindi, non è vero che questa riorganizzazione, come pure è stato detto, risponde all'esigenza di salvare la poltrona a 4 prèsidi. Anzi, nella sola provincia di Chieti, sono vacanti 68 posti da dirigente scolastico. Compito della politica è evitare che il personale Ata venga messo in mezzo a una strada. Perché il problema è questo: la Regione ci chiederà quante teste abbiamo tagliato", replica Lina Marchesani, che sottolinea: "Quindici Regioni si sono opposte alle nuove leggi nazionali. L'Abruzzo no. La Corte costituzionale deciderà per tutti, noi compresi. Ma, nel frattempo, il governo regionale ci ha chiesto di approvare entro il 5 dicembre in Consiglio comunale la delibera da inviare alla Provincia di Chieti e poi alla Regione per la definitiva approvazione. Gli Istituti comprensivi devono avere un numero di alunni non inferiore alle mille unità (anche se la soglia potrebbe scendere a 900) e non superiore alle 1500. A Vasto, nelle scuole dell'infanzia e primarie, gli iscritti sono 3mila 833. Se avessimo creato solo due Istituti comprensivi, avremmo avuto due strutture da 1900 alunni, quindi oltre il limite massimo e con grandi difficoltà di gestione per i dirigenti. Non solo, avremmo dovuto spaccare in due i plessi scolastici più grandi".
Alle proteste dei genitori la Marchesani risponde: "Tranquillizzatevi. Non c'è nessun pericolo. Abbiamo analizzato il trend di crescita delle varie scuole. Non ci sarà nessun sovrannumero, nonostante per una sola maestra ci siano state 100 richieste di iscrizione. Ma, con l'apertura delle iscrizioni, che avverrà di fatto il 7 gennaio, avremo la conferma: nessuno dovrà portare i propri figli a Cupello o Monteodorisio. Verranno tutti allocati nei plessi di Vasto. A maggior ragione dopo la riapertura dell'Istituto Figlie della Croce", la scuola privata cattolica che era stata a rischio chiusura e dal prossimo anno verrà gestita direttamente da una cooperativa di insegnanti.
"Chi ci dice che la Ritucci Chinni non sarà sovraccarica di iscrizioni? I nostri figli, in quel caso, non potranno andare a scuola nello stesso quartiere", dice una mamma. "Non succederà , ce lo dicono i trend di crescita. In ogni caso, io andrò a tutelare chi abita in quella zona", promette la Marchesani.
Michele D'Annunzio - micheledannunzio@vastoweb.com
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