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Giovedì 24 Maggio 2012
  • 29-07-2011 - SERVONO RESTAURI
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Vasto, patrimonio artistico da salvare, ma non ci sono soldi

Vasto, patrimonio artistico da salvare, ma non ci sono soldi
Il Castello Caldoresco

VASTO – La nostra città possiede un ricco patrimonio artistico e architettonico da preservare che però deve fare conti con le casse perennemente vuote. E’ un po’ il problema di tutta Italia, basti guardare al recente eclatante caso di Pompei. Anche a Vasto monumenti, palazzi ed opere, rischiano danni, anche irreparabili, se non si mettono in azione le necessarie operazioni di restauro e salvaguardia. Vediamo quali sono alcuni di questi.

Palazzo d’Avalos. E’ sicuramente l’esempio più eclatante. Nel 2006, l’allora presidente della regione Del Turco, aveva promesso 2 milioni di euro per il restauro, soldi che non sono mai arrivati. L’ala nord-est è privata. Tempo fa era stata addirittura messa in vendita su eBay. Oggi si trova fra le offerte del sito di annunci Subito.it. E’ chiaro che qualsiasi intervento di manutenzione deve tener conto di questa situazione. Guardando il d’Avalos da Vasto Marina la facciata appare divisa a metà dai colori, perché l’ultima ritinteggiatura è stata effettuata solo sulla parte pubblica. La pavimentazione del cortile interno è dissestata, anche a causa dei numerosi mezzi che vi entrano. Alzando lo sguardo balza agli occhi la vista degli infissi in condizioni pessime. Gli infissi delle finestre sono malandati. Lo scorso anno, in occasione della festa dell’Italia dei Valori, sono stati posizionati dei pannelli di legno per mascherare la situazione.

Monumento ai Caduti. Ne abbiamo già parlato nelle scorse settimane,il monumento ai caduti, in piazza Caprioli, versa in cattive condizioni.  Infiltrazioni d’acqua si insinuano tra i marmi e le lapidi con i nomi dei caduti nella Grande Guerra sono soggetti all’erosione degli agenti atmosferici. 

Palazzo Genova Rulli.
Negli ultimi anni è stato riaperto e utilizzato per alcune manifestazioni culturali. E’ un luogo interessante e affascinante, unico nel suo genere in città. Un vero peccato non poterlo utilizzare pienamente.

Castello Caldoresco. Uno dei simboli della città rappresenta un argomento spinoso. L’edificio appartiene ai privati e negli anni si è sempre dibattuto circa la sua acquisizione nel patrimonio pubblico. Il problema resta sempre lo stesso, non ci sono soldi. I castelli, in tutti i luoghi, sono tra gli elementi più valorizzati e sono sede di musei, iniziative culturali, sicuramente tra i più visitati e apprezzati.

Terme Romane. Quest’anno sono state ripulite e risistemate  ad opera dell’Associazione Vigili del Fuoco in congedo con gli studenti del Liceo Mattioli, ed ora vi si stanno svolgendo interessanti incontri sempre a cura del Liceo Scientifico.

Questi sono gli esempi più noti ed evidenti dello stato del patrimonio artistico della città. Ma la lista comprende anche molti altri edifici e opere.

I beni restaurati. Per fortuna tra tanti beni in cattive condizioni ce ne sono altri che vengono restaurati e riportati all’antico splendore. Proprio in questi giorni vengono rimosse le ultime impalcature dalla Chiesa dell’Addolorata, la cui facciata è stata restaurata. Sono in via di completamento i lavori alla Chiesa del Carmine, mentre pochi mesi fa è stato rimesso a nuovo il campanile della cattedrale di S.Giuseppe.

Una buona strada per conservare nel migliore modo possibile ciò che i nostri avi ci hanno lasciato potrebbe essere quella di seguire quanto fatto per il monumento a Gabriele Rossetti, quando finanziare i lavori sono stati i Lions. L’impegno di privati, fondazioni, associazioni, nelle grandi città permette di compiere numerosi lavori si restauro. Negli ultimi mesi c’è l’esempio lampante del Colosseo, i cui lavori sono pagati dai Della Valle.

Di bellezze ce ne sono tante, ma vanno curate, altrimenti si rischia di perderle.

Giuseppe Ritucci


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