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“Autovelox selvaggio”, il comitato si rivolge alla magistratura

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VASTO – Arriveranno sul tavolo del procuratore capo presso il Tribunale di Vasto, Francesco Prete,  le proteste e la raccolta di firme contro “autovelox selvaggio”. E’ l’ultima iniziativa del Comitato “Pro Trignina”, sorto nel 2008 per contrastare l’utilizzo di apparecchiature “imboscate” in punti della statale 650 poco visibili agli automobilisti. Migliaia le multe elevate dai Comuni e sulle quali sono stati avanzati ricorsi al giudice di pace. Ma è in corso da tempo anche un’inchiesta dei carabinieri di Atessa sul presunto utilizzo irregolare degli autovelox da parte delle amministrazioni comunali. Il tutto mentre la Guardia di finanza ha sequestrato, nell’ambito di un’inchiesta condotta su tutto il territorio nazionale, strumentazioni per il controllo elettronico della velocità del tipo “Velomatic 512”: 50 di queste erano state “ clonate”, come dimostrano i numeri di serie corrispondenti a quelli precedentemente sequestrati o rottamati. Uno dei “Velomatic 512” requisiti dalle Fiamme gialle era utilizzato sulla Trignina dal Comune di Tufillo. Ce ne sarebbero anche altri dello stesso genere lungo il tracciato dell’arteria che collega Abruzzo, Molise e Campania. “Pro Trignina” si rivolgerà al procuratore capo presso il Tribunale di Vasto, Francesco Prete “ per informarlo – spiega Antonio Turdò, presidente del comitato – delle varie iniziative realizzate e anche per metterlo al corrente delle rimostranze e attese del popolo della Trignina”. Altre iniziative: “Trasformazione del comitato in una associazione di tutela e di promozione del territorio che combatta contro gli abusi ; programmazione di un momento convegnistico finalizzato a riunire intorno al tavolo della discussione i Comuni, i prefetti, l’Anas, la polizia. Continuano a pervenire al comitato – afferma Turdò – violente proteste sulla gestione dell’autovelox da parte dei vigili urbani. Nell’ultima settimana, oltre ad aver visto che in alcuni casi si nascondono gli autovelox nei cespugli , abbiamo anche notato qualche vigile che lascia il cappello sul Velomatic 512 e lui si ripara all’ombra. Vogliamo ricordare che la disposizione prefettizia parla in modo chiaro della ‘necessità che siano presenti e visibili sia la macchina che il vigile urbano’, e che è ora di finirla con il tartassare i poveri cittadini che attraversano la Trignina per recarsi al lavoro con multe per velocità irrisorie, ad esempio 76 o 78 chilometri orari”.

 

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