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Pesca sotto costa, le telecamere a caccia di illeciti

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VASTO – Le telecamere puntate sulle vongolare per scoprire gli illeciti. La Guardia costiera di Vasto intensifica i controlli dopo le “decine di segnalazioni che ci sono arrivate negli ultimi giorni”, spiega il comandante, tenente di vascello Fabio Occhinegro.
Sono una ventina le imbarcazioni turbosoffianti della marineria di Ortona che escono alle 5 del mattino per fare rientro e scaricare sulle banchine del porto di Punta Penna tra le 10 e le 10.30. Bagnanti mattinieri e addetti degli stabilimenti balneari di Vasto Marina lamentano l’eccessiva vicinanza alla riva, con conseguente tanfo di carburante e sollevamento della sabbia, che rende torbida l’acqua, a danno di chi vorrebbe godersi il mare pulito delle prime ore del mattino ed il tanfo del carburante.
Sono numerosissime le chiamate dei cittadini al numero blu 1530, che Occhinegro invita ad utilizzare “solo per le emergenze in mare”. Per far fronte alle richieste, i militari dell’Ufficio circondariale marittimo hanno predisposto pattugliamenti continui alla ricerca di irregolarità. Escono a controllare ogni lunedì, martedì e giovedì, in concomitanza con l’attività in mare delle vongolare. All’inzio della settimana, è stato lo stesso comandante a presiedere ai blitz notturni e mattutini di una decina di uomini. Hanno elevato contravvenzioni per 3mila euro nei confronti di due armatori che stavano scaricando sacchi di vongole senza alcuna tracciabilità, né documentazione sul luogo in cui i molluschi erano stati pescati. Due verbali da 1500 euro l’uno.
“La pesca delle vongole – spiega Occhinegro – è consentita quando il fondale è profondo almeno 3 metri. Questo, nelle aree del litorale caratterizzate dalle scogliere, può avvenire ad un distanza relativamente breve dalla costa”, mentre l’attività al largo della spiaggia di Vasto Marina deve essere espletata dalle barche mantenendosi ad almeno 300 metri dalla battigia. E proprio sulla spiaggia della località balneare si sono posizionati i militari per valutare eventuali violazioni del limite contrassegnato da una evidente fila di boe. “Non abbiamo riscontrato violazioni – spiega Occhinegro – ma i controlli proseguiranno a tappeto”. Effettuati i rilievi batimetrici per verificare la profondità dei fondali fino ai quali si spingono i pescatori. Verifiche anche sulla quantità di pescato. A questo servono le videocamere della sala operativa, puntate sulle banchine al momento dello scarico. Chi supera i 60 sacchi consentiti dalla legge viene multato. Mic. D’An.

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