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Videosorveglianza e polemiche Cerulli (Ps): sperpero di denaro

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VASTO – “Uno sperpero di denaro pubblico”. Una bocciatura senza mezzi termini del progetto di videosorveglianza varato dal Comune di Vasto viene da Rocco Cerulli, socialista, ex assessore della Giunta Lapenna, estromesso nelle scorse settimane dalla squadra di governo della città. Con lui sono stati “tagliati” anche Nicola Del Prete e Francescopaolo D’Adamo.

“Dopo le dichiarazioni dell’assessore Molino (delegato dal sindaco, ad personam: ma quando?) a seguire le problematiche relative alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza – attacca Cerulli – mi corre l’obbligo di far sapere ai vastesi che quello previsto dal duo Lapenna-Molino altro non è che uno sperpero spropositato di denaro pubblico. L’ex assessore ad Anagrafe, Sistema informatico comunale ed Attuazione del programma, precisa di non essere contrario al “Grande Fratello” vastese, che poserà gli occhi sulla città tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre. Telecamere installate in 62 punti della città, con particolare attenzione agli ingressi e a tre zone  nevralgiche: centro storico, dove serviranno a tutelare i monumenti, Vasto Marina (per risolvere il problema risse) e quartiere San Paolo, il più popoloso della città, dove saranno utili nella lotta alla criminalità. 
Secondo Cerulli, la videosorveglianza sarà “un salasso finanziario per le casse del Comune e un bluff per i cittadini ignari”. Parla di “cocciutaggine del primo cittadino nel voler prima inserire, per forza, una somma spropositata di 600mila euro nel Piano triennale delle opere pubbliche, da me contestata in Giunta, dove ricevetti l’assicurazione che si trattava solo di una somma indicativa”, che “sarebbe stata rivista quando saremmo entrati nella fase progettuale definitiva.
Nel mese di Novembre 2008,se non ricordo male, arrivò all’attenzione della Giunta uno studio di fattibilità (cosi venne fugacemente illustrato ed etichettato dal sindaco) presentato dal comando della polizia municipale. Anche in quella occasione – ricorda Cerulli in un comunicato – feci presente le mie perplessità, ed ancora una volta Lapenna rassicurò che esso era un semplice studio sul quale voleva anche il parere di altre autorità e  che quindi avremmo approfondito  gli aspetti  in sede progettuale definitiva”. Fino a quando, a metà giugno di quest’anno, “informalmente ci venne comunicato dal primo cittadino che era stato realizzato il progetto (da chi?) e che esso era pronto per l’appalto. Con  meraviglia gli feci presente il mio disappunto per l’anomala procedura rispetto agli impegni assunti circa il coinvolgimento degli assessori sulle varie fasi di progettazione e per tutta risposta ricevetti una stizzita reazione. Oggi veniamo a conoscenza, per bocca di Domenico Molino, del fatto che, addirittura prima del bando, già sono state collocate 13 videocamere”, all’interno del palazzo di giustizia di via Bachelet. “Troppi misteri – commenta l’esponente socialista di Sinistra e Libertà – e strane voci sul progetto e sul suo iter e, soprattutto, un mare di soldi” per la videosorveglianza. “Più che ad un progetto – chiosa ironico l’ex assessore – somiglia ad un pacco preconfezionato”.

 

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