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Dopo partita in curva D'Avalos, la replica degli "Aragonesi"

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VASTO – Le telecamere dello stadio Aragona di Vasto non sono ancora entrate in funzione. Per cui non potranno chiarire cosa è successo domenica pomeriggio, nel dopo partita di Pro Vasto-Sacilese, finita 0-1 e valevole per la seconda giornata del campionato di Seconda divisione.

La polizia indaga su quello che alcuni presenti hanno definito un “divieto di applaudire” che sarebbe stato imposto da qualcuno agli spettatori. Il vice questore Cesare Ciammaichella, dirigente del Commissariato di Vasto, ridimensiona l’episodio, dicendo che “c’è stato un acceso diverbio ed uno spintone, ma non penalmente rilevante”, aggiungendo che “stiamo compiendo i dovuti accertamenti. Le telecamere dello stadio non sono ancora entrate in funzione. Un operatore della Scientifica ha effettuato delle riprese che, però, sono risultate sfocate proprio nel momento in cui si sono verificati i fatti: la registrazione, infatti, è stata disturbata dalla rete posta tra la porta e la recinzione del campo, quella necessaria ad evitare che il pallone finisca sulle gradinate”.

Intanto, gli “Aragonesi”, gruppo organizzato della curva D’Avalos, replicano e preannunciano una “denuncia alla polizia postale per risalire all’indentità delle persone che, sui forum di alcuni siti internet, hanno fatto circolare dei nomi. E’ un’inutile falsità. Nessuno – dicono i responsabili del tifo – ha preso a sberle altre persone, tantomeno anzani e bambini. Se ci siamo permessi di dire che la Pro Vasto non andava applaudita, è perché, quando una squadra soffre per 70 minuti, non è giusto applaudirla. Era più giusto tornare a casa in silenzio”.

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