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Presenze record, ma quando il restauro di Palazzo D'Avalos?

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VASTO – Palazzo D’Avalos sui manifesti affissi dall’Italia dei Valori in tutto il territorio nazionale, ma anche in televisione. Il nome della residenza dei marchesi ha fatto il giro del Paese. E anche la foto, rigorosamente dall’alto perché si veda l’imponenza della costruzione. E non se ne veda la decadenza delle parti esterne. Tra il cortile interno del palazzo cinquecentesco e lo stand con maxischermo e 600 sedie sistemato lateralmente, in piazza del Popolo, si sono registrate almeno 5mila presenze nella tre giorni della convention nazionale del partito di Di Pietro. E se il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, parla di “1500 camere d’albergo occupate” da venerdì a domenica, “tanto che abbiamo dovuto fare ricorso alle strutture ricettive di Casalbordino, Montenero di Bisaccia e Termoli”, e di “vetrina importante, con un evidente ritorno d’immagine per la nostra città”, è altrettanto vero che era piuttosto “sbiadito” il “biglietto da visita”, quel palazzo monumentale affacciato sul golfo su cui erano puntati obiettivi di macchine fotografiche e telecamere, oltre che gli occhi di delegati e giornalisti. Dei finanziamenti per il restauro promessi nel 2006 dall’allora presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, in un comizio in piazza Diomede, nemmeno l’ombra. Tre anni fa, si era parlato di due milioni di euro. Niente da fare. Inghiottiti, probabilmente, nella voragine di un bilancio regionale in “profondo rosso” per via del debito sanitario. “Nel sociale – ammette Lapenna – siamo sotto di 500mila euro, rispetto ai fondi che la Regione erogava negli anni passati per una serie di iniziative consolidate nel tempo”. Tutto si potrà dire, tranne che Palazzo D’Avalos rispecchi il suo antico splendore.

Le condizioni di Palazzo D’Avalos. Scolorita la facciata d’ingresso, mentre le due laterali sono state intonacate negli anni Novanta e mai ritinteggiate. Nessuna traccia di restauro nell’angolo Nord-Est (quello di proprietà privata, messo in vendita in passato su ebay per una cifra di 2 milioni di euro). Colpo d’occhio di decadenza per il cortile interno, che ha ospitato palco e platea della festa nazionale dell’IdV: irregolare la pavimentazione in pietre, mentre le pareti che delimitano il cortile sono solo intonacate. Su una rimangono anche i segni delle prove colore per una successiva tinteggiatura, mai eseguita. Erbacce che crescono sotto gli angoli del tetto. Nel corso degli anni, solo interventi fatti a metà. All’italiana. E ora, la prospettiva di non avere un centesimo per rimettere a nuovo un patrimonio che tante città vorrebbero avere. E poter conservare con cura.

Michele D’Annunzio

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