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Pale eoliche, il Ps dice sì: "I partiti, piuttosto, si oppongano al petrolio"

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VASTO – Quelli che a Vasto dicono no alle pale eoliche “si vede che preferiscono vedere piattaforme petrolifere in mare e vicinissime alla costa vastese” e, probabilmente, pensano “che queste non abbiano impatto visivo o non danneggino il turismo”. Dopo molte levate di scudi e qualche posizione possibilista, ma non troppo, è il Partito socialista a rompere, a Vasto, il fronte del no alle pale eoliche a largo della costa. L’impianto off-shore progettato dalla società Effeventi s.r.l. prevede l’installazione di 54 torri in mare, a 8 chilometri di distanza dal litorale molisano e 13 da quello di Vasto, da cui saranno visibili.

La posizione del Ps. “Non si possono esprimere negatività a priori. E non seguiremo questa linea”, si legge in un comunicato del direttivo locale del Ps: “Si apra un confronto con la Effeventi srl, si chiariscano i dubbi e le perplessità. In altri termini, si governi e non si faccia della insana demagogia”.

“Inseguire l’onorevole Di Pietro e la sua demagogica messa a disposizione delle terre di sua proprietà” significa, secondo i socialisti di Vasto,  “voler rinunciare a pensare e ragionare.  Non si puo’ negare che l’energia eolica sia un’energia rinnovabile e pulita. Il contributo di energia che l’eolico puo’ fornire non e’ assolutamente secondario: basti pensare che da un parco con un potenza complessiva di 68 Megawatt, come quello in realizzazione vicino al fiume Fortore, e con 2mila ore piene di funzionamento annuale, si  puo’ fornire elettricità sufficiente a soddisfare i consumi elettrici delle famiglie di una città di circa 120mila abitanti, evitare una petroliera, ogni anno, da 34mila tonnellate, sostituire un pozzo da 100 tonnellate al giorno.
L’unica osservazione che le  forze politiche vastesi o loro esponenti fanno è riferita allo scempio visivo presunto dell’impianto e al riflesso negativo sul nostro turismo. Va ricordato che il territorio occupato dalle torri eoliche è perfettamente utilizzabile per altri fini, quali ad esempio agricoltura (a terra) o allevamento (e nel parco off-shore è prevista una azione di ripopolamento ittico per la pesca sportiva  dentro il  perimetro del parco). Alla fine del ciclo produttivo, tutte le strutture e infrastrutture eoliche sono eliminabili e il territorio si può ricondurre alle condizioni iniziali, fino a prova contraria.
E poi “sappiamo benissimo tutti che il movimento turistico, le presenze, gli arrivi sono condizionati da ben altri fattori (politiche che si promuovono, capacità d’accoglienza, di promozione), senza voler ricorrere ad esempi europei che hanno fatto dei parchi eolici anche luoghi di attrazione”. Il Ps ricorda la linea nazionale del Partito democratico, favorevole all’eolico e, dunque, in contrasto con la posizione locale.

Di Pietro. “Se per piantare le pale eoliche vogliono la mia terra, io gliela cedo volentieri gratis, ma in mare no. Vogliono rovinarci questi pochi chilometri di costa”, aveva detto di Di Pietro venerdì scorso, prima di salire sul palco di Palazzo D’Avalos per aprire la convention nazionale dell’Italia dei Valori.

Il Consiglio comunale. La discussione sul parco eolico off-shore è inserita tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di domani. Il Partito democratico ha già annunciato il proprio no al progetto. Più possibilista la posizione del Popolo della libertà.

Mic. D’An.

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