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Prosegue "Io pretendo dignità", la campagna di Amnesty International

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VASTO – Prosegue la campagna “Io pretendo dignità”, organizzata in tutta Italia da Amnesty international per il riconoscimento e la tutela dei diritti umani. Pubblichiamo di seguito alcune interessanti riflessioni di Benito Mascitti, giornalista e attivista di Amnesty.

Cos’è dignità?. Ragionamento intorno alla campagna Io pretendo dignità di Amnesty international

Se avessimo più cura di noi stessi, se, davanti allo specchio del bagno al mattino, ci chiedessimo tutti… che cos’è dignità; forse all’improvviso prenderemmo coscienza.
Ci passerebbe davanti un mondo malato, di logiche aberranti. Donne e uomini condannati a non vivere una vita dignitosa, umiliati, cancellati dalla barbarie.
Milioni di piccole candele che si spengono, senza soluzione di continuità, spesso senza raggiungere neanche il primo anno di vita.
Vivere in povertà, morire inutilmente; senza dignità. Immaginiamo noi la condizione di chi vive in povertà? Sappiamo ancora cos’è veramente povertà?
Il mondo è guerra, risiko infinito d’assetti giustificati spesso in nome della Libertà, della Democrazia e in realtà guerra permanente per il potere, per il profitto cieco che poi ci viene ammannito come nuova economia e ci spingono a comprarci una casa con giardino, auto e cane annessi, senza avere la più pallida idea di come onorare il debito; magari con i 600 euri precari che sbattono in faccia ai più precari di noi.
Visionari dobbiamo diventare, guardarci dentro per decifrare quel che c’è fuori. Leggere, leggere e sognare. Come Jack London che di questa Peste scarlatta ebbe il senso nei primi del ‘900 e collocò la sua visione nei martoriati giorni nostri: nel 2013.
Dove, in un mondo dominato da un oscuro potere chiamato Consiglio dei Magnati dell’Industria, scoppia un’epidemia che in breve tempo cancella l’intera razza umana.
In questi giorni, i militanti di Amnesty International a Vasto, hanno ancora una volta montato il loro banchetto,  per discutere, per diffondere sani dubbi. E vicino al banchetto un cartellone colorato con su scritto Dignita è…dove tutti hanno potuto scrivere su biglietti colorati il loro concetto di dignità.
Tra gli altri pensieri, quello d’un poeta inesistente che qui riportiamo per riassumere le parole di tutti gli altri.

Dignita è…

Ingenuità/ È percorrere strade / Senza scorte / Fermarsi / A guardare campagna / Non fuggire /
Non sentire / L’orrore alle spalle / Rimanere Piccino / e tornare da Mamma / Regalar la Memoria /
d’esser stato Bambino

(Del vivere Bambino – a Rosario Livatino)

Per Amnesty International e la sua campagna
“ Io pretendo Dignità”

Nota:
Nel mio immaginario, Rosario, percorrendo la strada statale che lo portava tutti i giorni in tribunale, si fermava sovente e scendeva a guardar la campagna…e il mare, che magari in quel punto non c’era. Il 21 settembre del 1990, proprio in questi giorni, moriva; massacrato dagli stiddàri. Se non erro nel mio ricordare i fatti  – e immaginare – riuscì a scendere dalla vecchia utilitaria che guidava, magari s’attardò a slacciare la cintura, e tentò di fuggire verso la campagna.
Lo presero alle spalle e lui ebbe paura… pensò alla madre, come tutti quelli che muoiono innocenti, non perché codardo, ma perché uomo.
Non era un eroe, era solo un uomo. E degli uomini che dell’essere uomini hanno fatto loro unica arma io mi ricordo… non degli eroi… irraggiungibili eroi distanti da come viviamo.
E più di tutti di lui mi ricordo perché rintraccio nella sua semplice e “borghese” esistenza la capacità di restare bambino.
La figura della Madre quindi, come sintesi del suo essere figlio della sua bella stirpe, incontaminato dall’orrore del mondo.

Letture consigliate:

La peste scarlatta
Adelphi
traduzione a cura di Ottavio Fatica
2009 , pp.  94 euro 9,00
in libreria dal 2 settembre

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