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Problema rifiuti, i sindaci del Vastese: "No all'arrivo di Bertolaso"

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VASTO – Il pericolo imminente lo delinea esplicitamente Ernesto Sciascia, sindaco di Monteodorisio: “Vogliamo scongiurare l’arrivo di Bertolaso” e, dunque, che la questione rifiuti da problema da risolvere in fretta diventi un’emergenza da affrontare con l’intervento della Protezione civile. I rappresentanti delle amministrazioni comunali di Vasto, San Salvo, Cupello, Monteodorisio e Scerni hanno detto la loro sui debiti del Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nei 30 Comuni del Vastese. Quattro milioni di euro, secondo quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale di Vasto, alla presenza del presidente del consiglio d’amministrazione del Civeta, Massimo Sgrignuoli, e dell’assessore provinciale all’Ambiente, Eugenio Caporrella. “O la Regione – ha sostenuto Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo – rivede il Piano regionale dei rifiuti oppure, con una previsione di 30mila tonnellate di compost (il fertilizzante tratto dal riciclaggio dell’immondizia, n.d.r.) l’anno, l’impianto non sarà mai produttivo”. Problema principale: la necessità di trasportare la parte non riciclabile del pattume nella discarica di Cerratina, a Lanciano, con una crescita esponenziale dei costi. Per la nuova vasca di raccolta serve l’Aia, autorizzazione integrata ambientale. “La Regione – ha chiesto Marchese – riapra la vasca per evitare il trasporto a Cerratina”. Intanto, “in questo momento si faccia una compensazione. Si portino, cioè, i rifiuti a Cerratina e il compost dal Sangro al Civeta”. Angelo Pollutri, sindaco di Cupello, ha ricordato la frana che ha interessato la vasca e la necessità di lavori di consolidamento, attuati attraverso la realizzazione di una paratia di pali con una spesa di 800mila euro. Pollutri ha anche replicato alle accuse sollevate dal centrodestra, che ha parlato di organico gonfiato dagli amministratori del centrosinistra: troppi i 73 lavoratori (26 dei quali ora rischiano il posto) rispetto alle esigenze. “Chiariamo subito – ha detto il primo cittadino di Cupello – che quella di Lanciano è una discarica, in cui bastano un palista e un servizio di guardiania alle pese, mentre il Civeta è un impianto di trattamento. In discarica finisce solo parte dei rifiuti. La pianta organica è stata stilata in base ai cicli lavorativi da organizzare su due turni. Non si dimentichi che il Civeta ha lavorato come struttura di soccorso per il pattume di Teramo, L’Aquila e per i rifiuti organici del Sangro. Prima che venisse rilasciata l’Aia provvisoria, il consorzio lavorava anche i fanghi. E nella stagione estiva il carico aumenta. I dipendenti del Civeta, inoltre, percepiscono uno stipendio calcolato in base il contratto nazionale di Federambiente e, dunque, superiore del 30% rispetto al contratto vigente per i lavoratori degli enti locali. Chi critica – ha concluso Pollutri – dovrebbe visitare prima l’impianto, visto che qualcuno non sa nemmeno dove si trova il Civeta”. Daniele Carlucci, in rappresentanza del Comune di Scerni, ha sottolineato che “oggi c’è un problema di assunzione di responsabilità, al di là della veste politica dei singoli amministratori comunali. Il problema è dove andare a mettere l’immondizia”. “Non è il momento delle polemiche – ha detto Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, intervenuto insieme all’assessore alle Finanze, Domenico Molino – ma non si possono chiedere fondi solo ai consorziati”, cioè Comuni e Comunità montane, per cui “tutti devono fare la loro parte, Regione, Provincia e Comuni”. Lunedì alle 17.30 i sindaci del Vastese si riuniranno a Cupello per cercare una posizione unitaria.

Michele D’Annunzio

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