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Gruppo Angelini, la Cgil: i soldi non bastano a pagare gli stipendi

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VASTO – “Con poco più di 6 milioni di euro, detratto il Durc (documento unico di regolarità contabile, n.d.r.), non sarà possibile nemmeno pagare uno stipendio intero per tutti”. E’ il grido d’allarme della Cgil sulla vertenza che riguarda il Gruppo Villa Pini, di cui fanno parte anche i centri di ribilitazione San. Stef. Ar. di Vasto e San Salvo. Situazione drammatica per i lavoratori delle strutture sanitarie di proprietà di Vincenzo Angelini, il re della sanità privata abruzzese che, con le dichiarazioni rese ai magistrati nel 2008, ha dato il via all’inchiesta su Sanitopoli. Nei giorni scorsi, i dipendenti, che devono ricevere ancora sei stipendi, hanno occupato a Pescara la sede dell’assessorato regionale alla Sanità. “La responsabilità di una situazione giunta a livello di emergenza sociale, con potenziali rischi per lo stesso ordine pubblico – si legge in un comunicato della Cgil regionale – è innanzitutto della proprietà del gruppo imprenditoriale privato che, con spregiudicatezza e cinismo, affida alla sola erogazione dei soldi pubblici il rispetto dei suoi doveri di imprenditore, a cominciare dal regolare pagamento degli stipendi.
Ma non minore è la responsabilità della Giunta regionale abruzzese che da mesi, ormai, appare paralizzata, incapace di decidere, persa nelle nebbie di interminabili calcoli e verifiche amministrativo-contabili, preoccupata solo di rinviare e che, spesso, sembra farsi beffe dei lavoratori. E’ quello che è capitato nella giornata di martedì 27, quando alcuni assessori hanno incautamente data per certa la disponibilità di cifre che poi, di li a poco, il Presidente Chiodi avrebbe drasticamente ridimensionato, annunciando una somma di ben minore entità, drammaticamente inferiore alle esigenze ed alle aspettative dei lavoratori. Con poco più di 6 milioni di euro, detratto il Durc”, il documento unico di regolarità contabile, che attesta il pagamento dei contributi agli enti previdenziali. “non sarà possibile nemmeno pagare uno stipendio intero per tutti”.

Per il sindacato, la Regione deve “garantire il rispetto delle leggi che regolano l’accreditamento delle strutture sanitarie private con il Servizio Sanitario regionale” e “convocare un tavolo permanente non-stop con le parti interessate al fine di definire soluzioni chiare, certe e definitive al pagamento degli stipendi, alla salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli di assistenza”.

 

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