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Fuga dal centro storico: restano solo 2mila 500 persone su 40mila

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VASTO – Quello di Vasto rischia di diventare un centro storico fantasma. Lo dicono i dati in possesso del Comune: nella parte antica della città vivono attualmente 2mila 500 persone su 40mila residenti complessivi. Meno che nelle periferie. Un processo di spopolamento che, anno dopo anno, diventa sempre più inarrestabile. Ci sono intere strade senza nemmeno un residente. “Cerchiamo di frenare – afferma il sindaco, Luciano Lapenna – la fuga dal centro. Vogliamo una condivisione dei commercianti sul Piano Cervellati”, il programma di recupero della città antica presentato nelle scorse settimane a Palazzo D’Avalos. Molto è legato alla viabilità e, dunque, all’estensione delle zone a traffico limitato che, nel progetto redatto dal pool di tecnici coordinati dal professor Cervellati, sarà compresa tra corso De Parma e l’arco di Porta Nuova. Sarà possibile, però, solo dopo l’apertura del parcheggio multipiano di via Ugo Foscolo. I lavori sono in corso: li esegue l’impresa De Francesco di Castelpetroso, in provincia di Isernia. Entro la fine dell’anno dovrebbe essere scritta la parola fine sull’ultima puntata di una telenovela che dura dal oltre trent’anni. Una prima fase di sosta gratuita, poi si prenderanno le decisioni relative alla gestione del parcheggio. I commercianti del centro ci fanno un pensierino. Intanto, su vastoweb.com, è possibile votare il sondaggio sul Piano Cervellati.

“Sull’urbanistica – ha ammesso Lapenna – non abbiamo potuto fare tutto quello che avremmo voluto. Abbiamo avviato un percorso di riqualificazione del centro storico, ma per noi riqualificazione significa anche portare fogne, metano, strade e illuminazione, come nella zona di via Alborato, in cui negli anni passati sono state fatte costruire centinaia di abitazioni in grado di ospitare migliaia di persone, ma non sono state realizzate le reti essenziali”.

“Di fronte alle novità – ha commentato il primo cittadino – la città spesso si chiude. Penso alla pista ciclabile”, su cui nei giorni scorsi si sono registrate nuove polemiche.

“Il tratto che, nelle intenzioni dei progettisti e della amministrazione Lapenna, dovrebbe collegare Vasto Marina a San Salvo Marina – ha scritto in una lettera aperta Mario Baiocco, albergatore e consigliere comunale del Pdl – si sviluppa in modo che la pista rasenti le abitazioni”, il tracciato “è a mezzo metro dalle case e dalle strutture alberghiere. Se un residente esce per andare al mare deve stare attento a non essere investito da qualche incauto ciclista”. “Molti alberi si apprestano ad essere abbattuti”. “La zona – ha aggiunto l’esponente del centrodestra – è scarsamente controllata e controllabile dalle forze dell’ordine, anche in ragione di organici ridotti al lumicino. La polizia municipale non arriva neanche a controllare il lungomare Duca degli Abruzzi, figuriamoci il tratto retrodunale”.

Per Lapenna, sono trascorsi “due anni e mezzo persi in ricorsi. Mi auguro che i lavori possano essere terminati entro l’estate prossima. La città verrà dotata di una rete di piste ciclabili lunga 41 chilometri”.

 

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