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"Basta col gossip, l'informazione si occupi del problema legalità"

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VASTO – “L’informazione che privilegia lo squallido gossip attenuando la luce dei riflettori sui crimini di chi indossa una divisa, non rende affatto un buon servizio”. Lo afferma in una lettera inviata a vastoweb.com Giuseppe La Rana, direttore de Il Grillo. Riportiamo di seguito la sua opinione:

Prima Berlusconi, poi Marrazzo. Le cronache quotidiane ci hanno bombardato sui particolari delle abitudini sessuali del nostro Premier e del Governatore della Regione Lazio. Non importa se il primo si occupasse di escort ed il secondo di transessuali. Mi preme evidenziare lo scadimento totale dell’informazione e della politica.

La prima sempre più preoccupata a privilegiare il numero degli ascolti e delle vendite, la seconda pronta a colpire l’avversario su terreno diverso dalla forza e credibilità delle idee e dei programmi. Viviamo la squallida epoca del gossip, quella nella quale è legittimo annientare la reputazione altrui in modo del tutto gratutito ed inutile. Ci stanno abituando a giudicare i nostri amministratori non per la loro capacità di governare, ma per i loro ‘vizi’ privati.

Per quelle abitudini personali che diventano vizi o virtù a seconda della morale che ciascuno di noi ha. Certamente un uomo pubblico deve avere uno stile di vita sobrio ed esemplare; ma credo che abbia il diritto di non essere massacrato dai moralisti di turno, da coloro che al confronto politico preferiscono il dileggio e l’aggressione personale. Quando andremo a votare non credo che ci dovranno interessare le abitudini intime dei candidati; e chi ci trascina su questo terreno di scontro fa il gioco della ‘mediocrità’ che in questo momento storico sembra prevalere nel nostro Paese.

Fa il gioco di coloro che si misurano sulle piccolezze, perchè non sanno e non possono volare più in alto. Ed è avvilente e allarmante constatare che la vicenda Marrazzo sia stata enfatizzata piuttosto con riferimento al ‘vizietto’ del governatore della Regione Lazio, che non come gravissima vicenda nella quale militari appartenenti all’Arma dei carabinieri hanno posto in essere una condotta estorsiva.

Tra la notizia di un comportamento dell’uomo pubblico ‘diverso e deviante’ per la moralità pubblica prevalente e quella di un gravissimo reato commesso da persone alle quali lo Stato affida, invece, il compito di vigilare sul rispetto della legalità, la nostra informazione ha privilegiato la prima. Certo, può fare più notizia, aumenta gli ascolti e le vendite. Può aggregare più persone attorno a un gossip nel quale chiunque, anche il più inetto, può sentirsi capace e legittimato a giudicare.

Eppure è sicuramente più grave che infedeli servitori dello Stato abbiano ricattato Marrazzo al fine di conseguire ingenti somme di denaro. Perchè la loro condotta si discosta vistosamente dalle regole scritte, di rilevanza penale, che il nostro Stato di diritto si è dato. I politici li scegliamo per amministrare la cosa pubblica. I carabinieri, invece, hanno il compito, accettato con loro solenne giuramento di fedeltà e obbedienza, di proteggerci dai criminali.

Un politico con il ‘vizietto’ non commette reati e lo possiamo punire non rieleggendolo. Un militare che consuma un’estorsione, invece, è un criminale e lo dobbiamo sopportare fino a quando il cittadino vittima del suo comportamento non trova il coraggio di ribellarsi. L’informazione che privilegia lo squallido gossip attenuando la luce dei riflettori sui crimini di chi indossa una divisa, non rende affatto un buon servizio. Ci distoglie dai veri problemi, ci abitua a giudicare le persone su un terreno sbagliato e non scuote le coscienze. In poche parole, è un’ informazione che ruba la capacità di impegnarsi e di indignarsi per le cose veramente serie.

Giuseppe La Rana

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