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Di Giuseppantonio: intitolare una via alla caduta del muro di Berlino

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CHIETI – A venti anni dalla notte in cui cadeva il muro di Berlino, dopo più un quarto di secolo dalla sua costruzione, il vicecoordinatore regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, ha scritto una lettera agli amministratori comunali del partito, invitandoli a proporre l’intitolazione di una una strada o di una piazza alla memoria del 9 novembre 1989.
“In quella gioiosa notte – ha spiegato Di Giuseppantonio – abbiamo tutti capito che un’era si stava concludendo e che la lotta delle forze democratiche in Europa contro il gigante sovietico era ormai avviata verso la vittoria: la cortina di ferro, calata come una cappa asfissiante sul Vecchio Continente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, poteva dirsi ormai smantellata e i popoli dell’Est europeo da quell’evento presero il coraggio per liquidare definitivamente i regimi comunisti che li opprimevano.
Vissi quella notte con l’entusiasmo della mia gioventù, avevo trent’anni, ma anche con la consapevolezza del militante dell’allora Democrazia Cristiana: una gioia indescrivibile, temperata dalla chiara sensazione della necessità di dare uno sbocco politico alla nuova situazione che si andava creando in Europa e in Italia. La libertà come alternativa al comunismo non poteva ridursi alla semplice applicazione delle regole del liberismo economico né al libertinaggio senza freni, come purtroppo troppo spesso è accaduto.
In quella notte, tutti ci sentimmo più liberi e per questo credo che conservare la memoria del 9 novembre 1989, al pari delle date che segnano la nostra storia nazionale, come il 4 novembre 1918 e il 25 aprile 1945, attraverso l’intitolazione di una via, di una piazza o di una strada, sia un importante segno di consapevolezza delle nostre radici ideali e politiche, che si fondano sul cattolicesimo democratico”.

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