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Carcere, il commissario Tomassi: "Siamo oltre il limite di tollerabilità"

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VASTO – La rivolta degli abitanti del carcere di Pescara ha riportato di stretta attualità il sovraffollamento dei penitenziari italiani. Nella stessa situazione anche la casa circondariale di Torre Sinello a Vasto dove il numero dei detenuti è abbondantemente oltre il limite massimo. A confermarlo è anche il commissario e comandante della Polizia Penitenziaria, Ettore Tomassi: “i numeri sono di molto superiori al tetto massimo che abbiamo a disposizione. Su 258 detenuti che sarebbe il numero tollerato, attualmente ne sono presenti 278”. Una situazione che si riflette anche e soprattutto sul lavoro degli agenti della Polizia Penitenziaria. Se, infatti, i detenuti sono tanti, dall’altra parte pochissimi (se rapportati alla situazione delle carceri) sono gli agenti attualmente in servizio. “Nella nostra pianta organica gli agenti in servizio dovrebbero essere 127 – ha continuato il commissario Tomassi – in realtà solo 94 sono attualmente in servizio. E’ per questo motivo che devo fare un plauso e un grandissimo riconoscimento ai miei uomini – ha affermato Tomassi – perché, nonostante tutto, stanno lavorando al meglio delle loro forze”. Ci sono anche a Vasto le manifestazioni estreme che si stanno verificando in questi giorni? “Per fortuna non abbiamo di questi problemi – ha continuato Tomassi – anche perché cerchiamo di distrarre i detenuti. Abbiamo delle valvole di sfogo che sono rappresentate dai tornei di calcetto che abitualmente organizziamo e da altre iniziative. Ultimamente abbiamo anche il supporto dei mediatori culturali sia per la popolazione rumena che per quella magrebina, che è la più soggetta a fenomeni di autolesionismo”. Certo un grande sacrificio per gli agenti della Polizia Penitenziaria. “Uno dei problemi maggiori è che in questo momento, dato che il Governo ha bloccato tutte le assunzioni, è proprio dovuto alla mancanza di personale. Stanno utilizzando i ragazzi dell’esercito in ferma prolungata ai quali viene fatto un corso di un anno prima di essere immessi in servizio. Certo – ha concluso Tomassi – se questo corso fosse più breve ci sarebbe qualche goccia di lavoro in più e la cosa non sarebbe male”.

michelabevilacqua@vastoweb.com

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