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Ricostruzione post-terremoto, spunta anche il nome di D'Alfonso

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PESCARA – Hanno ottenuto gli arresti domiciliari l’ex assessore regionale Italo Mileti e l’amministratore della Fira Servizi, Claudio D’Alesio, finiti nell’inchiesta denominata “Ground Zero”, su presunte illegittimità negli appalti per la ricostruzione post terremoto a l’Aquila. Nella stessa inchiesta è stato coinvolto anche l’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha accolto l’istanza presentata dal legale dei due indagati, l’avvocato Giuseppe Cichella e ha concesso la misura dei domiciliari. I due erano stati arrestati lunedì scorso nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pescara sull’appalto per la ricostruzione degli uffici amministrativi della Asl dell’Aquila con l’accusa di “millantato credito”. Anche il Pm, Gennaro Varone, ha espresso parere favorevole agli arresti domiciliari per i due indagati. Secondo l’accusa, pur rimanendo immutato il quadro indiziario, si sono affievolite le esigenze cautelari.

Il “capitolo D’Alfonso”. Nell’inchiesta “Ground Zero” spunta anche il nome di Luciano D’Alfonso. L’ex sindaco di Pescara, e attualmente impiegato presso l’Anas di Campobasso, non compare direttamente nell’inchiesta, ma il suo nome sarebbe stato pronunciato da Mileti e D’Alesio nell’ambito di alcune conversazioni. Stando a quanto riportato dal sito internet di informazione Primadanoi.it, si farebbe riferimento ad un affare di presunta stamperia di Stato citata in più occasioni nei colloqui intercettati di D’Alesio che farebbe riferimento a nuovi contatti già avviati con D’Alfonso che, secondo Mileti, avrebbe messo in piedi all’Anas di Campobasso, “un’altra giostra simile a quella realizzata a Pescara”.

michelabevilacqua@vastoweb.com

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