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Cava di sabbia: con i gommoni a protestare come Greenpeace

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VASTO – “Manifestazioni e azioni incisive e dure”. Gli ambientalisti non abbassano la guardia: la cava di sabbia nel mare antistante la riserva di Punta Aderci non s’ha da fare. E se c’è già chi annuncia di voler fare come Greenpeace, andando a protestare con i gommoni vicino al futuro impianto di estrazione, Arci di Vasto e Wwf della zona frentana e della costa teatina affilano le armi. Non hanno in programma solo la presentazione delle osservazioni, cioè una serie di proposte di modifica al progetto Si.co.Ra, con cui la Regione Abruzzo intende autorizzare l’estrazione dai fondali di Punta Penna e Punta Aderci un milione di metri cubi di sabbia da destinare al ripascimento di altri lidi abruzzesi ridotti ai minimi termini dall’erosione. Si dicono anche “pronti ad opporci ad una sua conferma ed attuazione, con manifestazioni ed azioni incisive e dure, confortati dal sostegno di larga parte della cittadinanza vastese. La riserva di Punta Aderci – affermano Lino Salvatorelli e Ines Palena, presidenti rispettivamente di Arci e Wwf locali – è un luogo importantissimo per la tutela ambientale e l’intera citta di Vasto. Non permetteremo che un progetto scellerato e inutile possa distruggerla”. Dopo la conferenza tenuta dal professor Francesco Stoppa, dell’Università D’Annunzio di Chieti, “la cittadinanza vastese ha mostrato di condividere le gravissime preoccupazioni espresse nei giorni scorsi per la riserva naturale di Punta Aderci, minacciata dal progetto regionale di una cava per l’estrazione di sabbia, da utilizzare per il ripascimento delle spiagge dei comuni circostanti. Timori confermati dal professor Stoppa, che ne ha dimostrato l’inutilità e il gravissimo danno che rappresenta per il territorio prospiciente la riserva, dove verranno create immense voragini nel fondo sabbioso, alterandone lo stato ecologico, con conseguenze pesanti sulla dinamica costiera e sull’intero ecosistema regionale protetto, con possibili effetti sulla spiaggia di Punta Penna, che è bene ricordare – concludono Arci e Wwf – è forse l’unica in Abruzzo in cui non esiste il fenomeno dell’erosione per la continua crescita del sistema dunale”.

Intanto, i consiglieri regionali di centrodestra Nicola Argirò, Giuseppe Tagliente e Antonio Prosperò hanno indirizzato all’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Di Paolo, un’interrogazione urgente a risposta scritta: “Il progetto che, a quanto risulta – scrivono i tre consiglieri – è stato predisposto dal Provveditorato alle opere marittime, ha come scopo il ripascimento del tratto di litorale antistante il Comune di Casalbordino. Non essendo stato reso pubblico, tuttavia, alcun documento al riguardo, né inviato al Consiglio regionale alcun provedimento che lo contenesse, si invita a voler fornire ogni utile informazione al riguardo, anche allo scopo di dare risposte tempestive ai cittadini e fugare ogni allarmismo”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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