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La Cisl lancia l'allarme: aziende metalmeccaniche in ginocchio

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VASTO – Nelle imprese metalmeccaniche del Vastese sono a rischio circa 600 posti di lavoro. “Si rischia le desertificazione industriale”, spiega Primiano Biscotti, della segreteria provinciale della Fim-Cisl. Stamani il sindacato ha fatto il punto della situazione nella sede vastese della Cisl, in corso Mazzini. “Quasi tutte le aziende del settore – spiega Biscotti, che ha tenuto una conferenza stampa insieme agli operatori Cisl De Luca e Angelucci – stanno cominciando la cassa integrazione straordinaria, o l’hanno gia cominciata. Significa che tra 8-9 mesi ci ritroveremo circa 600 lavoratori senza ammortizzatori sociali. Ci dicono che a gennaio ci sarà la ripresa. Noi riteniamo che qualche miglioramento nella produzione industriale non significhi ripresa”. Alcuni esempi di aziende in crisi. “Alla Ilmet 38 lavoratori su 74 sono in mobilità per mancanza di commesse da parte della Denso”. Ed è proprio su quest’ultima che tornano ad addensarsi nubi minacciose. “Il rinnovo del contratto integrativo è sospeso da un anno. Ci aspettiamo un nuovo accordo che sia dignitoso per gli operai. Quello precedente era di emergenza, ma ora l’obiettivo del pareggio di bilancio è stato raggiunto”. Il tutto mentre, sempre a San Salvo, “la Tyco ha dimezzato il fatturato nel 2009”.

Sindacati divisi. L’accordo nazionale siglato da Cisl e Uil senza la Cgil ha spaccato il fronte sindacale. La Cgil ha organizzato manifestazioni di protesta. “La Fiom-Cgil – afferma Biscotti – sta dichiarando sciopero contro gli altri sindacati, perdendo di vista chi è la controparte. Il rinnovo porterà nei prossimi due anni 110 euro ai lavoratori, più dell’ultimo contratto firmato unitariamente. Il 9 dicembre sottoporremo il nuovo contratto al referendum all’interno della Denso”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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