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Rischio soppressione treni diretti a Milano, gli enti locali che fanno?

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VASTO – Continua a far discutere il rischio di soppressione, alla stazione di Vasto-San Salvo, delle fermate dei treni diretti a Milano. Fino a ora, Comuni, Provincia e Regione non hanno ancora fatto sentire ufficialmente la loro voce. Polemiche sono state sollevate solo da singoli rappresentanti politici. E il sospetto è che, in queste scelte, non abbiamo proprio voce in capitolo. “Esiste un piano industriale di Trenitalia che riguarda lo scalo di Vasto? Se si, cosa prevede? Doveva essere concordato con gli enti locali? E’ stato forse concordato con gli enti locali e con la Regione?”. Sono le domande rivolte agli amministratori del territorio e ai responsabili delle Ferrovie da Tiziano Longhi, portavoce del circolo Vasto 1 Michele Colantonio dell’Italia dei valori. Nei giorni scorsi sono filtrate notizie sui nuovi orari ufficiosi predisposti da Trenitalia. Entreranno in vigore il 13 dicembre. Non ci sono più fermate programmate a Vasto-Salvo dei convogli di lunga percorrenza diretti a Milano. Se la decisione dovesse divenire definitiva, significherebbe che i viaggiatori dovranno obbligatoriamente fare scalo a Pescara per prendere la coincidenza con i treni destinati al capoluogo lombardo. Un clamoroso declassamento per il secondo scalo ferroviario della regione. “Registriamo con attenzione – afferma Tiziano Longhi, portavoce del circolo Idv Michele Colantonio – le proteste manifestate, anche a mezzo stampa, circa la situazione di incertezza nella quale sembra versare lo scalo ferroviario di Vasto-San Salvo.
Si fa riferimento a precedenti intese, che poi non avrebbero avuto seguito, tra Trenitalia, i sindaci e la Provincia. I sindaci rassicurano, non avendo a loro volta notizie.
Noi ipotizziamo che se una delle più grandi aziende italiane, di proprietà pubblica tra l’altro, effettua delle scelte rilevanti dal punto di vista logistico-organizzativo, lo faccia solo dopo attenta e ragionata programmazione. O quantomeno auspichiamo che sia così. E poveri noi se così non fosse. Ipotizziamo, altresì, che lo scalo di Vasto non sia improduttivo economicamente, altrimenti torme di manager (di cui l’Italia abbonda) si sarebbero già scatenate nello spiegare che una stazione in perdita va eliminata”. Rimangono, tra l’altro, ancora i problemi legati alla chiusura pomeridiana della biglietteria e ai distributori automatici dei tagliandi di viaggio, che spesso sono guasti. Quest’ultimo problema si verifica da anni anche alla stazione Porto di Vasto.

micheledannunzio@vastoweb.com

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