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Calabrese assolto dalle accuse: le intercettazioni vanno motivate

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VASTO – Assolto dalle accuse di usura e illecita pratica finanziaria perché le intercettazioni telefoniche possono essere utilizzate solo se adeguatamente motivate. Per queste ragioni il Tribunale di Vasto ha emesso il verdetto nei confronti di Michele Pasqualone, 66 anni, originario di Anoia, in provincia di Reggio Calabria, ma da una trentina d’anni residente a Vasto. Con lui è stato assolto anche Michele Del Borrello, di Vasto, imprenditore agricolo accusato di essere il complice di Pasqualone. Nel recente passato, quest’ultimo è stato coinvolto e arrestato nell’ambito delle inchieste denominate Histonium e Histonium 2, condotte dai carabinieri e dalla magistratura vastese su un presunto giro di estorsioni e rapine.

I fatti. La vicenda giudiziaria ruota intorno alle vendita, da parte di N.L., imprenditore vastese che ha attraversato delle difficoltà economiche, di un terreno di sua proprietà, che aveva poi rivendicato nei 60 giorni successivi alla stipula del contratto, come consentito dalla legge. Le intercettazioni telefoniche predisposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto hanno permesso alla magistratura di verificare che, nella compravendita, Pasqualone si era servito di Del Borrello. Quest’ultimo avrebbe, in qualità di prestanome del sessantaseienne calabrese, riscosso una somma maggiorata di 50mila euro rispetto al prezzo fissato per l’acquisto del terreno. Una circostanza che ha fatto scattare le ipotesi di usura e illecita pratica finanziaria. Nella vicenda, Pasqualone e Del Borrello sono stati difesi dagli avvocati Angela Pennetta e Marisa Berarducci. La prima aveva sostenuto l’impossibilità per la pubblica accusa di servirsi nel processo delle intercettazioni telefoniche: queste ultime, infatti, per valere come mezzo di prova, devono essere mirate e motivate. Una tesi che era stata già in precedenza accolta dal Gup, giudice per le indagini preliminari, Anna Rosa Capuozzo.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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