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L'Otello in scena sul palco del"Globo": viaggio nella platea

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VASTO – E’ nel calendario del Teatro Rossetti, ma gli organizzatori avevano visto giusto decidendo che L’Otello dovesse andare in scena sul palco del Globo. Troppo piccolo il suggestivo teatro borbonico per accogliere tutto il pubblico. In effetti, circa 500 persone hanno assistito, ieri sera, all’evento-clou della stagione musicale. In platea volti noti e gente comune che, senza l’abito da sera né formalismi, ha voluto esserci.

La platea. Intorno alle 20 l’apertura della sala. Una quarantina di minuti perché il pubblico arrivi alla spicciolata a riempire buona parte del teatro. In molti salutano il maestro Raffaele Bellafronte, organizzatore della stagione concertistica al Rossetti. Qualche politico stringe mani in quantità. E mentre ormai già metà della sala è riempita, il sindaco, Luciano Lapenna, scende la scalinata centrale e distribuisce i libretti dell’opera di Giuseppe Verdi, che di lì a pochi minuti verrà rappresentata con la regia di Renato Bruson. Si vedono, tra gli altri, il presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte, l’assessore alle Finanze, Domenico Molino, e la sua collega alla Cultura, Anna Suriani che, appena mette piede in platea, si guarda attorno e dice: “Non mi aspettavo tutta questa gente. Vuol dire che il messaggio è arrivato al pubblico”. Per l’opposizione, sempre presente il consigliere comunale Luigi Marcello. Intanto, al di sotto del palco, i musicisti che compongono l’orchestra si siedono ai loro posti. Alle 20.40, la platea è piena. C’è la fila degli imprenditori, e ci sono anche quelle occupate da volti noti. Ma ce ne sono pure molte altre di gente comune, che non vuole perdersi l’evento. Nella galleria, gli unici ordini di posti rimasti liberi sono quelli in alto. Da lì, i protagonisti si vedono grandi come formiche. E allora quando si farà a Vasto un teatro comunale di dimensioni proporzionate alle esigenze della città? Magari all’interno di un’area polifunzionale, adatta ai grandi eventi e alle esposizioni? Non c’è tempo per farsi molte domande. Con un quarto d’ora di ritardo, le luci si spengono. Rimangono accese solo quelle che illuminano l’ingresso del direttore d’orchestra. Parte il primo applauso. E’ da lui che comincia l’opera. Si apre il sipario. Tutti in silenzio. Una manciata di minuti ed entra in scena la figura imponente di Otello. A farla vivere davanti agli occhi del pubblico di Vasto è Marco De Carolis.

micheledannunzio@vastoweb.com

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