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Prc: lo Statuto comunale stabilisca che l'acqua è pubblica

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VASTO – “L’acqua rimanga un bene di tutti”. E’ con questo slogan che Rifondazione comunista ha avviato anche a Vasto la campagna per dire no alla privatizzazione del bene più prezioso. Il gruppo di Falce e Martello in Consiglio comunale ha, infatti, presentato una proposta di delibera per la “salvaguardia della risorsa idrica e per la gestione pubblica del Servizio idrico integrato” e chiede che il principio secondo cui l’acqua è un diritto umano universale ed un bene comune venga inserito nello Statuto comunale.
“Una misura – si legge in una nota del Prc – che Rifondazione comunista ritiene indispensabile alla luce della recente approvazione alla Camera dei deputati” del decreto legge “che
accelera il processo di privatizzazione di un bene pubblico fondamentale alla vita, qual è l’acqua. Con questo provvedimento – sostiene Rifondazione – il Governo è intenzionato a sottrarre l’acqua ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni, per consegnarla in mano ai privati che potranno utilizzarla per un nuovo business. Si tratta di una scelta scellerata, da rigettare perché l’acqua è un bene vitale
come l’aria che respiriamo e come tale è un diritto universale ed inalienabile. Né possono essere sottovalutate le disastrose ripercussioni sulle tariffe, inevitabilmente destinate ad aumentare, come insegnano tutte le esperienze di gestione privata dell’acqua. Per questo Rifondazione Comunista ritiene fondamentale aprire una discussione in materia, già dal prossimo Consiglio comunale, affinché sia sancito nello Statuto comunale l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico privo di rilevanza economica”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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