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L'opinione. Il Natale ai tempi della crisi: camminando per la città

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VASTO – A girare per le strade di Vasto si ha ormai un senso di smarrimento, uno sgomento sottile e diffuso. Sotto la fioca luce delle luminarie, come ad indicare un cammino prestabilito che non coincide con i percorsi della polis reale – fatta di marina e borgo –;  ci si presenta un tour costellato  di segnali che rimandano al decadimento.
Una Città con poca gente in giro, le facce smunte dalla crisi e dalla delusione per questo clima infausto. Microcriminalità e non solo questa categoria di malaffare; esercizi semivuoti, un pubblico parcheggio che non accoglierà nessuna auto anche per quest’anno, la politica che si scontra alla baionetta per disegni e fini che appaiono oggettivamente tutt’altro che nobili e di servizio alla collettività.
Fare l’elenco di quel che non va è fin troppo facile e il tiro al piccione provocherebbe una carneficina. La politica dà ormai l’impressione di occuparsi di se stessa e delle sue migrazioni interne, alla ricerca di una fatua primavera che possa salvare la sua specie. E questa pratica ha le stimmate dell’azione individuale, dello scontrarsi a uomo, senza una logica di gruppo, cercando il nemico da abbattere nello stesso schieramento d’appartenenza.
Una logica che non può reggere e che non aiuta a sciogliere gli stringenti nodi dell’amministrare. Certo, gestire la cosa pubblica è complesso e richiede anche una disponibilità economica adeguata all’uopo. La penuria non aiuta ma può anche apparire una facile scappatoia per eliminare le spese più immediate, non incidendo poi sulle voci sparse nelle pieghe della complessità di un bilancio comunale.
Questa considerazione ci rimanda – anche sollecitati da un noto pensierino di un collega – alla virtuosa azione amministrativa di un grande uomo ormai dimenticato, tanto fu scomodo e singolare il suo essere politico e amministratore. Ernesto Nathan (Londra, 5 ottobre 1845 – 9 aprile 1921)  fu sindaco di Roma dal novembre 1907 al dicembre 1913. Ebreo di origine inglese, cosmopolita, mazziniano formatosi fin da bambinetto nei circoli repubblicani londinesi, animati dagli esuli di tutta Europa e che videro in Gabriele Rossetti una delle figure più attive e fulgide del Libero Pensiero di quel tempo; massone come quasi tutti i suoi maestri, sinceramente laico e anticlericale. Nathan fu il primo sindaco di Roma avulso alla classe di nobili proprietari terrieri che aveva governato la capitale fino al 1907 – anche dopo l’unità d’Italia e l’arrivo dei piemontesi – perpetuando il sacco della cosa pubblica e la corruzione dilagante.
Quest’uomo saggio e incorruttibile improntò la sua azione amministrativa  ad un forte senso d’etica pubblica di chiara ispirazione mazziniana e si dedicò con risolutezza a due questioni principali: la lotta senza quartiere alla speculazione edilizia – che si era scatenata con il trasferimento della capitale a Roma – e un grande piano d’istruzione per l’infanzia e a favore della formazione professionale dei giovani, con spirito squisitamente laico. L’aneddotistica ci narra che appena eletto sindaco Nathan si ritrovò sulla scrivania il bilancio del Comune per la firma. L’amministratore lo esaminò attentamente e, quando arrivò alla voce “frattaglie per gatti”, chiese lumi al dirigente che gli aveva sottoposto il documento. Il funzionario argomentò che si trattava di fondi per il mantenimento della famosa  e nutrita colonia felina capitolina, da sempre baluardo a difesa dai topi che facevano scempio dei documenti custoditi nei pubblici archivi della Città Eterna. Nathan intinse la penna nel calamaio dell’inchiostro rosso e cancellò la voce dal elenco delle uscite, spiegando al suo stupito collaboratore che d’ora in avanti i “gatti del Campidoglio” avrebbero dovuto sfamarsi con i ratti che naturalmente catturavano e che invece altri roditori dalle sembianze umane, sarebbero rimasti a bocca asciutta. Da questo episodio pare che derivi il detto romanesco Nun c’è trippa pe’ gatti.

Benito Mascitti

Letture consigliate:
Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan
di Nadia Ciani –  Ediesse editore
In libreria

http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/00author/benito-mascitti/

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