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Occupa una casa popolare, il Tribunale gli riconosce lo stato di necessità

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VASTO – Si può occupare una casa popolare, se si versa in stato di necessità e il legittimo assegnatario dell’alloggio non ne usufruisce. C’è solo una multa da pagare. Lo ha deciso il Tribunale di Vasto nella sentenza con cui stabilisce che un uomo del posto, Alessio Maccarone, dovrà pagare una multa di 300 euro, ma potrà restare a vivere insieme alla sua famiglia nell’abitazione di via De Gasperi, di proprietà dell’Ater, l’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica. Nel corso del dibattimento, il Pubblico ministero aveva chiesto, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la condanna a 6 mesi di reclusione per rimozione dei sigilli e occupazione abusiva di alloggio. Il Tribunale ha sentenziato che Maccarone e la sua famiglia possono continuare ad abitare nella casa popolare, accogliendo la tesi dello stato di bisogno sostenuta dall’avvocato Angela Pennetta, che ha chiesto alla corte di uniformarsi a una precedente sentenza della Cassazione. Ruolo non secondario nella vicenda, secondo il legale, ha giocato l’assessore all’edilizia popolare del comune di Vasto, Nicola Tiberio che, con una dettagliata relazione, aveva dato disco verde all’assegnazione provvisoria della casa. Il resto l’ha fatto l’Ater, revocando l’alloggio alla signora, A.C., di Pescasseroli. La vicenda s’innesta in un difficile quadro abitativo, con sessanta persone ora nel mirino dell’Ater che, con il comune adriatico ha sospeso la graduatoria: si sospetta infatti abbiano dichiarato il falso per non perdere il diritto alla casa popolare.

micheledannunzio@vastoweb.com

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