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Giunte comunali e provinciali, Coletti: "Tagliamo il numero dei seggi"

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VASTO – Un taglio netto nelle Giunte comunali e provinciali. A chiederlo è il senatore Tommaso Coletti (Partito Democratico). “Siamo d’accordo – ha affermato Coletti – a tagliare le spese di gestione degli organi politico istituzionali degli Enti Locali con la speranza di un miglior funzionamento a costi ridotti. Va  bene, quindi il taglio delle “poltrone” negli Enti Locali, ma una riflessione è necessaria proprio nel luogo,  in cui le leggi vengono approvate. Il Ministro Calderoni che si è fatto promotore del taglio negli Enti Locali, non è stato minimamente sfiorato dall’idea  di ridurre il numero dei parlamentari che sono veramente tanti, circa mille unità distribuite in due camere che hanno le stesse competenze e che, spesso, sono chiamate a ratificare decisioni assunte altrove. Come certamente tutti sapranno il costo del parlamentare è molto, ma molto superiore a quello di un Sindaco o di un Presidente di provincia.
Queste riflessioni non le ha fatte né il Ministro Calderoni, né gli altri membri del governo e, manco a pensarci, gli stessi parlamentari. Allora per dare un segnale di riduzione di spesa ai cittadini il governo ha  pensato  di tagliare sugli Enti Locali, su quelle istituzionali che rappresentano il primo sportello utile per il cittadino dove poter  chiedere  ogni tipo di sostegno,  da quello sociale a quello lavorativo ed altro. Gli amministratori locali sono quelli che hanno il contatto diretto con  il territorio, quelli che vivono direttamente le problematiche delle comunità e che rappresentano, comunque, un punto di riferimento per ogni tipo di angoscia dei cittadini. Per questo gli amministratori locali devono essere a tempo pieno, devono essere disponibili e devono avere una qualificata esperienza amministrativa, almeno pari a quella dei  dirigenti, per evitare che scelte di natura politica vengano compiute da quelli invece che devono solo gestire le direttive di chi rappresenta il popolo. Tutto ciò – ha concluso Coletti – per concludere che gli amministratori locali, selezionati dai partiti al momento delle candidatura e scelti dai cittadini al momento del voto, devono essere all’altezza del compito ed a mio avviso pagati meglio, rispetto a tanti altri rappresentanti istituzionali che hanno meno responsabilità, meno lavoro da svolgere e che, invece, vengono pagati  profumatamente”.

mibe

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