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Sentenza del Tar, Marchese: "Sono solo questioni formali"

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SAN SALVO – Secondo Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo, si è fatto molto rumore per nulla. Il Tar ha accolto il ricorso con cui l’opposizione di centrodestra chiedeva l’annullamento delle delibere del Consiglio comunale del 29 settembre scorso. Tra queste, c’era l’approvazione degli equilibri di bilancio. E’ su quest’ultimo documento che si gioca la partita tra maggioranza e minoranza. Quest’ultima notificherà la sentenza al prefetto per cercare di ottenere lo scioglimento del Consiglio comunale e, di conseguenza, il ritorno alle urne. Ieri sera la notizia si è diffusa rapidamente a macchia d’olio. Oggi Marchese dice di essere tranquillo: “Si tratta – sono le prime parole di replica del primo cittadino – di una questione procedurale e non di sostanza, visto che il contenuto di quelle delibere è stato riconosciuto valido dai giudici amministrativi. Premesso che c’è spazio per un ricorso al Consiglio di Stato, voglio precisare che la seduta si è tenuta in prima convocazione e, negli atti con cui si è proceduto a convocare l’assemblea civica, era scritto chiaramente che, se la seduta fosse andata deserta, il Consiglio si sarebbe riunito il giorno successivo. Sono tranquillo”, afferma Marchese, che aggiunge: “Mi preoccuperei se questo Comune non avesse i conti in ordine, ma sotto l’aspetto finanziario San Salvo è stato riconosciuto Comune virtuoso”.

La sentenza. Il Tar di Pescara ha annullato la delibera sugli equilibri di bilancio. “Avevamo impugnato – spiega Tiziana Magnacca, consigliere comunale e avvocato che ha promosso il ricorso – tutte le delibere della seduta del 29 settembre scorso, compresa quella relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio che, per legge, andava approvata entro il 30 settembre. Davanti al Tribunale amministrativo regionale abbiamo sostenuto l’invalidità della seduta del Consiglio comunale, perché i consiglieri non avevano ricevuto la convocazione, che deve pervenire loro con un anticipo di almeno 24 ore rispetto alla data fissata. Ora – sottolinea la Magnacca – la decisione spetta al prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, cui notificheremo la sentenza. Noi riteniamo si debba andare allo scioglimento e alle elezioni anticipate, visto che la nomina di un commissario ad acta”, cioè incaricato esclusivamente dell’approvazione del bilancio, “sarebbe dovuta avvenire nei 20 giorni successivi alla seduta del Consiglio. In questo caso, sono passati quasi 3 mesi. Siamo soddisfatti – commenta l’esponente del centrodestra – perché è stata ripristinata la legalità. Ritengo ci sia la possibilità di andare alle elezioni anticipate in un momento in cui il centrosinistra è ai minimi storici, come dimostrano le recenti elezioni provinciali”. Marchese ha ottenuto il secondo mandato da sindaco nella primavera del 2007, battendo al primo turno Nicola Argirò, attuale consigliere regionale del Pdl.

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