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Dopo il ricorso al Tar, Magnacca: dall'amministrazione solo bugie

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SAN SALVO – “Deve davvero sentire l’acqua alla gola l’amministrazione  di centro sinistra di San Salvo”. Inizia così la controreplica rivolta a Marchese e Di Toro da Tiziana Magnacca, consigliere comunale di Insieme per San Salvo e avvocato che ha curato il ricorso al Tar presentato dal centrodestra. I giudici amministrativi hanno annullato le delibere del Consiglio comunale dello scorso 29 settembre. Tra queste c’è l’assestamento di bilancio: è sulle conseguenze dell’annullamento di quest’ultimo che si gioca una partita in cui è in ballo la sopravvivenza dell’amministrazione Marchese. Il centrodestra vorrebbe lo scioglimento del Consiglio e il ritorno alle urne. La decisione spetterà al prefetto di Chieti, Vincenzo Greco.

“Intanto – afferma la Magnacca – il dato di fatto incontestabile è che il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione ai consiglieri di opposizione ritenendo fondato il loro ricorso. Non solo fondato, ma tanto fondato che il Tar non si è limitato a sospendere le delibere impugnate, ma ha  emesso immediatamente, senza necessità di ulteriore esame e rinvio, la decisione definitiva: le delibere assunte nella seduta del 29.09.2009 sono state annullate.
Il resto appare, in verità, un pietoso tentativo di arrampicarsi sugli specchi, che non possiamo, però,  lasciar correre per l’enormità delle falsità raccontate. Infatti, delle due l’una: o non sono riusciti a comprendere il senso delle parole del ricorso e della sentenza emessa dal Tar o sono in totale malafede e vogliono confezionare e distribuire ai cittadini di San Salvo una finta verità, lontanissima da quanto accaduto.
Proviamo a spiegare anzitutto ai cittadini, sperando di chiarire le idee anche a qualcun altro,  il contenuto del ricorso dei consiglieri di centro-destra, che era fondato in sintesi su tre ordini di motivi:

1) irregolarità del verbale di dichiarazione di seduta deserta, per omissioni e mancanze varie;

2) gravi irregolarità nell’intero iter di convocazione del consiglio comunale del 29.09.2009;

3) conseguente invalidità delle deliberazioni assunte nella riunione del 29.09.2009. Il tribunale amministrativo ha annullato le delibere del 29.09.2009 sulla scorta della palese violazione delle norme sulla convocazione della stessa seduta in riferimento al rispetto del termine minimo che, per regolamento, deve intercorrere fra l’avviso di convocazione per il consiglio ed il consiglio stesso (art. 27 Regolamento consigliare). Tale violazione era la più evidente di tutte perché risultava dalle stesse delibere impugnate, senza necessità di ulteriore prova o discussione. La violazione riscontrata dal Tar, talmente grave ed evidente, ha reso superfluo l’esame delle ulteriori motivi di ricorso.
La semplicità dei fatti e delle motivazione della sentenza è tale che davvero non si comprende il bisogno di mentire affermando cose non sostenute nel ricorso e presunte ragioni del comune avallate dal Tar, che giammai ha avallato alcuna tesi dell’ente.
 Se colui che, nel comunicato stampa, si è tanto affaccendato a richiamare l’art. 25 del Regolamento  per sostenere le ragioni dell’Ente anche per  dissentire dalla decisione del Tar è la stessa persona che ha commentato la sentenza, allora quella sentenza- che nella sua semplicità è già blindata- è ancora di più al sicuro, anche dinnanzi ad un eventuale appello.
Forse si tratta della stessa persona che ha determinato gli errori grossolani per cui il Comune di San Salvo è risultato sconfitto in questa causa, e di fronte ai quali l’avvocato dell’ente, nonostante gli apprezzabili sforzi e riconosciuta competenza, non ha potuto difendere… l’indifendibile!
Forse è la stessa persona che suggerisce al nostro sindaco di far riapprovare delibere che non possono più essere approvate per scadenza del termine.
E sarà forse la stessa persona che, con superficialità inaudita,  ha liquidato la violazione delle regole stabilite dal Regolamento Comunale con un imbarazzantissimo non possiamo discutere se una convocazione è avvenuta cinque minuti prima o dopo”.

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