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Ricorso vinto dal centrodestra, Di Toro: "Nessuno scioglimento"

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SAN SALVO – Il Natale caldo della politica sansalvese fa registrare nuove prese di posizione dopo la sentenza con cui il Tar ha annullato l’assestamento di bilancio. L’opposizione di centrodestra ritiene ci siano gli estremi per lo scioglimento del Consiglio comunale e il ritorno alle urne. Lo ha affermato Tiziana Magnacca, consigliere comunale e avvocato che, insieme a Clementina De Virgilis, ha curato l’istanza rivolta ai giudici amministrativi. Riportiamo oggi la posizione del presidente del Consiglio comunale, Aldondo Di Toro (Democratici per San Salvo):

“Sono assolutamente prive di fondamento le voci secondo le quali ci potrebbe essere un imminente scioglimento del consiglio comunale di San Salvo.
Chi alimenta queste voci pensa di arrivare al governo cittadino con le scorciatoie e non con proposte politiche e di sviluppo che possano convincere i cittadini ad accordare la propria fiducia.
Il presidente del consiglio comunale, Alfonso Di Toro, così esordisce e, come è costume di questa amministrazione, intende esporre i fatti alla città.
Le minoranze consiliari hanno fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale ritenendo illegittima la seduta del consiglio comunale del 29 settembre sostenendo:
1- Non si può tenere la seduta di seconda convocazione se si è iniziata quella di prima;
2- Per deliberare gli equilibri di bilancio occorre la presenza della maggioranza assoluta dei consiglieri comunali anche in seconda convocazione;
3- Devono trascorrere almeno ventiquattro ore tra la convocazione della seduta di seconda convocazione e la seduta stessa.
Sul primo punto il Tar ha dato pienamente ragione al Comune sostenendo: “Il rinvio alla seconda convocazione ben può essere disposto per il caso di seduta deserta, quanto per quello di  difetto del quorum  sopravvenuto in corso di seduta per l’abbandono dell’aula di alcuni consiglieri nel corso di una seduta ritualmente iniziata”.
Il secondo punto non è stato neanche considerato e con ciò il TAR ha avallato le ragioni del Comune.
Sul terzo punto il Tar ha ritenuto valide le ragioni dei consiglieri di minoranza in quanto gli avvisi di seconda convocazione avrebbero dovuto essere consegnati almeno ventiquattro ore prima.
Le sentenze vanno rispettate ed applicate, pur tuttavia, non sempre possono essere condivise.
L’art.25 del regolamento comunale, infatti, dispone che la seduta di seconda convocazione deve avere luogo in un giorno diverso da quello di prima e che nel caso siano introdotte proposte le quali non erano comprese nell’ordine del giorno di prima convocazione, queste non possono essere poste in deliberazione se non ventiquattro ore dopo averne dato avviso a tutti i consiglieri.
Ne consegue che, siccome nell’ordine del giorno non vi erano nuove proposte, non esiste l’obbligo del rispetto delle ventiquattro ore.
La riflessione però ci porta a considerare che bisogna aggredire la crisi e proporre soluzioni innovative, confrontarci sul lavoro, sui bisogni dei cittadini e sul futuro del territorio.
Occorre governare la crisi, innovare e liberare risorse per soddisfare i bisogni di chi non ha protezione sociale.
Non possiamo discutere se una convocazione è avvenuta cinque minuti prima o cinque minuti dopo, ma di cosa dobbiamo fare per San Salvo.
Il Comune deciderà nei prossimi giorni le azioni da intraprendere, se riapprovare le delibere, ricorrere al Consiglio di Stato o altro.
È certo però che non è questa la strada per far sciogliere il consiglio comunale.
Infatti – sostiene Di Toro – il Consiglio comunale non si scioglie quando non si provvede alla verifica degli equilibri di bilancio, ma quando, avendo uno sbilancio, non si approvano i provvedimenti di riequilibrio.
Ma come tutti sapete, il Comune di San Salvo ha il bilancio in attivo ed è stato inserito nell’elenco dei Comuni virtuosi d’Italia”.

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