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Pdl provinciale, Sigismondi traccia il bilancio 2009 e attacca Coletti

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CHIETI – Si è svolta questa mattina, presso la Sala di Giunta della Provincia, la conferenza stampa di fine anno del gruppo consiliare PDL. Insieme agli assessori e a tutti i consiglieri del partito, il vicecapogruppo Etelwardo Sigismondi (il capogruppo Paolo Sisti è fuori regione per altri impegni) ha tracciato un breve bilancio dell’attività del gruppo nei primi sei mesi del mandato amministrativo.
“Il nostro lavoro – ha spiegato Sigismondi – non è stato solo quello realizzato e visibile nelle sedute di Consiglio provinciale, ma anche quello delle sedute di commissione e nelle riunioni di studio per prendere contezza della situazione generale dell’ente, che senza timore abbiamo potuto definire drammatica, a causa dei debiti lasciati in cassa per un ammontare di 8,2 milioni di euro. Di fronte ad un tale passivo, la maggioranza di centrodestra ha dimostrato attenzione, cautela e responsabilità, evitando la dichiarazione di dissesto finanziario e riconoscendo numerosi debiti fuori bilancio.
Purtroppo, non possiamo che prendere atto del comportamento della minoranza, che ha sulle spalle la responsabilità politica della situazione in Provincia, ma che ha scelto di abbandonare l’aula al momento del voto dei debiti fuori bilancio: abbiamo noi da soli dovuto riconoscere 1,3 milioni di euro per le utenze e le spese di funzionamento degli organi dell’ente, segno che il bilancio di previsione 2009 era stato redatto in maniera non veritiera; 1,6 milioni di euro per sopperire alla mancanza di stanziamenti obbligatori per le politiche sociali; senza contare spese minori da noi riconosciute.
Ma ciò che ci sembra più grave è che l’ex presidente Tommaso Coletti abbia voluto, in Consiglio provinciale, scaricare tutta la responsabilità sui dirigenti dell’ente, senza fare alcuna autocritica.
La situazione debitoria che abbiamo ereditato si ripercuoterà senza dubbi anche sui bilanci dei prossimi anni, in considerazione che la loro copertura finanziaria è garantita dalla vendita del patrimonio edilizio dismesso, in un periodo nel quale lo stesso mercato edilizio è in crisi.
Tuttavia, nonostante tutte le difficoltà, la maggioranza si è dimostrata compatta e coesa nel perseguire i risultati ad esclusivo vantaggio del bene comune”.

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