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Australia, università: 2 studenti discutono tesi sul dialetto vastese

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VASTO – Laurearsi in dialetto vastese. Accade a Perth, la metropoli del West Australia gemellata con Vasto dal 1989. Due studenti, discendenti dei emigranti vastesi a Perth, hanno deciso di trattare il vernacolo dei loro padri nella tesi di laurea. E’ quanto emerso stamani nella conferenza stampa sulle iniziative del Centro europeo di studi rossettiani. “In futuro – ha detto il professor Gianni Oliva, presidente del Centro – non sarà più possibile reggere il gemellaggio sui binari attuali, perché non c’è più lo stesso interesse in figli e nipoti degli emigranti. Per questo, si dovrà puntare sul settore musicale e su quello artistico (ad esempio portare in mostra a Perth i quadri dei fratelli Palizzi) e sugli scambi tra scuole superiori e università”. Nell’ateneo del West Australia “sono 250 gli iscritti al corso di italiano tenuto dal professor Kinder e due laureandi hanno scelto tesi sul dialetto vastese. Inoltre – conclude Oliva – i presidi di altri due istituti superiori di Perth hanno manifestato la volontà di intraprendere rapporti di scambio culturale con Vasto. Le piccole città sono l’ideale per iniziative di questo genere. Più appetibili delle metropoli caotiche”. 
Lo studio sul dialetto vastese. Nel 2004, la giornalista Paola Cerella aveva pubblicato su Vasto Estate la notizia relativa ad uno studio sul dialetto vastese realizzato dall’Università del Western Australia. Riportiamo alcuni stralci di quell’articolo: 
“Esiste uno studio sul dialetto vastese made in Australia. Autrice ne è Michelle Valdrighi in De Souza che, proprio con lo studio in questione, si è guadagnata il Master presso la University of Western Australia di Perth. La scoperta è stata fatta da Nicola D’Adamo, portavoce del Circolo «Uniti per Vasto», il quale precisa che la ricercatrice australiana è venuta in Italia nel 1998 per seguire un corso di dialettologia presso l’Università «La Sapienza» di Roma e per conoscere Vasto, con lo scopo preciso di mettere a raffronto la nostra “lingua originale” con il dialetto parlato a Perth da Giuseppe Saraceni, vastese emigrato in Australia negli anni ’50, che è stato preso come testimonial dell’importante ricerca portata a termine. «Lo studio, intitolato A Descriptive Grammar of the Dialect of Vasto, è di alto rigore scientifico – sottolinea D’Adamo – e tratta i vari aspetti del nostro idioma sulla base delle ultime tendenze della dialettologia moderna. Parte anche dal latino, che dà la possibilità di capire le attuali forme dialettali. Dopo aver spiegato il suo metodo di ricerca, Michelle Valdrighi descrive la fonetica, la morfologia e la sintassi del dialetto vastese e, in una dettagliata analisi di oltre 100 pagine, mette a fuoco, con alta competenza, tutte le peculiarità del nostro dialetto, a Vasto e in Australia». (…) Nella ricerca condotta dalla studiosa australiana – precisa il portavoce di “Uniti per Vasto” – si parla anche dell’influsso del dialetto nella nuova lingua che l’emigrante apprende. Un esempio è la parola “street”, dove “st” non viene pronunciato come in inglese, ma come nel vastese “stritte” (lo strutto) o “stibbite” (stupido)». L’originale ricerca della Valdrighi è stata seguita dal prof. John Kinder, rinomato studioso di fama internazionale che si appresta a pubblicare The History of Multilingualism in Italy. Michelle Valdrighi in De Souza, australiana  di origine toscana, ora si occupa di ricerche multimediali presso la facoltà di «Communications and Multimedia» dell’Edith Cowan University di Perth, che conta ben 23.000 studenti. La ricercatrice, che ha anche interessi nel campo della linguistica e del teatro, si è detta felice di mettere a disposizione degli studiosi italiani la sua opera A Descriptive Grammar of the Dialect of Vasto per eventuali e ulteriori approfondimenti, sottolineando, altresì, di voler presto tornare a visitare la città di Vasto”.

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