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"Treni? Per andare a Milano si paga meno con l'aereo da Pescara"

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VASTO – “Studio a Milano e, per i viaggi, preferisco prendere l’aereo. Attualmente i prezzi sono più convenienti: partendo dall’aeroporto di Pescara si pagano 50 euro. Col treno ce ne vogliono 65”. Michele Canci, 21 anni, di Vasto, racconta una storia comune a molti studenti e lavoratori. Quella dei prezzi alti. Viaggiare da Vasto-San Salvo per raggiungere le sedi universitarie del Nord spesso non conviene. E allora il problema è anche di costi dei servizi offerti da Trenitalia, non solo di numero delle fermate in una stazione che da anni è nel mirino dei tagli delle Ferrovie. Vastoweb incontra Michele insieme a un altro studente vastese: Flaviano Tana, 22 anni, che studia all’Aquila. E’ l’occasione per parlare della fuga dei giovani da una città, Vasto, che offre sempre meno opportunità di svago.
La situazione. Flaviano: “Già da alcuni anni la città si è assopita. Molti ragazzi preferiscono passare a Pescara o, comunque, fuori Vasto le serate dei week-end. E anche d’estate c’è movimento solo nel periodo di Ferragosto. A luglio succede di trovare la spiaggia vuota. La differenza si è cominciata a vedere con l’ingresso dell’euro. La situazione va peggiorando di anno in anno”.
Michele: “L’attività giovanile a Vasto si è un po’ spenta. E’ cambiata anche la mentalità dei giovani: non si cerca più l’aggregazione, ma spesso si sta da soli davanti ai social network. Poche le iniziative musicali e, se parliamo di attività sportiva – dice Michele, che fa il velista da quando era ragazzino – il problema è che mancano gli spazi per giocare gratis. I giovani non possono permettersi di pagare ogni volta”.
Le proposte. “Perché torni a crearsi movimento – afferma Flaviano Tata – è fondamentale riportare a Vasto l’università e utilizzare le strutture comunali abbandonate, come lex asilo Carlo Della Penna, che potrebbe diventare un nuovo centro di aggregazione giovanile. E fare qualcosa di concreto per le strutture sportive: alla palestra del quartiere San Paolo, ad esempio, il campo di gioco è bucato e viene riparato col nastro adesivo. E poi, perché Vasto attragga i giovani non si può pensare di continuare sulla strada del turismo familiare”. Per fare il salto di qualità sarebbe stato utile “il porto turistico, ma noi ne parliamo da decenni mentre altri centri, come San Salvo, Montenero e Fossacesia – sottolinea Michele Canci – si sono già dotati di strutture del genere”. 
micheledannunzio@vastoweb.com

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