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Un lettore: "Nel giro di due-tre anni a Vasto oltre mille disoccupati"

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VASTO – Da un nostro lettore, Davide Delle Donne, riceviamo e pubblichiamo: 
“C’è qualcosa che non quadra… Vasto. Già, la Vasto che noi vogliamo, dove noi siamo cresciuti e dove crescono i nostri figli e dove lavoriamo… non va! Perché non funziona? Perché facilmente rimaniamo al palo su tanti argomenti e siamo emarginati dalla politica che conta? E’ da giorni che leggo i giornali, i blog e i commenti con distacco e con disinteresse, quasi come un sub in acqua, oppure come uno che vede tutti da dietro un cristallo che insonorizza… Tanti problemi sono in essere e non sono di facile soluzione, ma quello che è più grave è che Vasto non si rialza, Vasto è con il sedere a terra. Vasto forse merita la politica che ha? Il lavoro è sempre più poco e più precario, i costi per poter vivere a Vasto sono sempre più alti, chi sta bene continua a stare bene, ma chi stava male ora sta peggio. Possibile che nessuno si domandi come fare per far star meglio chi sta… peggio! Ci sono tante persone che hanno perso il lavoro, tanti sono di un’età in cui è difficilissimo riciclarsi, in primis perché le aziende oggi vogliono competenze, conoscenze informatiche e poi una persona matura ha pure vergogna di ritrovarsi il lavoro. Infatti, chi era impiegato, non penso passi tanto facilmente a fare la badante, a fare pulizie nei condomini, o fare i lavori umili. Io ad esempio non farei una piega perché importante è fare un lavoro onesto, anche se umile.  Chi ha avuto la fortuna e le capacità di pagarsi una casa avrà meno problemi, ma chi ha prole e deve pagare affitti o mutui, con il lavoro che non c’è… non va lontano. Le banche faranno il loro lavoro, l’etica è solo pubblicità e si riprenderanno l’immobile. Ti prestano l’ombrello quando c’è il sole e lo rivogliono appena incomincia a piovere. Chiunque andrà al Governo della Città deve impegnarsi per dare a chi è in difficoltà un aiuto per poter uscire dalla crisi, non solo economica, ma soprattutto psicologica. Non so quanti concittadini siano in queste condizioni, ma io penso che siano parecchi e con l’aria che tira… aumenteranno di certo. E’ troppo chiedere agli amministratori un eventuale contributo in denaro (e amministrativo per chi vuole aprire un negozio) per chi è in difficoltà e non riesce a trovare un lavoro? Chi è uscito, o forse è più corretto dire espulso, dal mondo del lavoro non si ritrova nulla se non lavoretti saltuari e malpagati. E allora perché non tagliare i rami secchi e le spese superflue per finanziare la riqualificazione professionale di operai/e e impiegati/e che si ritrovano a 45-50 anni senza lavoro? Gli ammortizzatori sociali hanno un termine, quindi tra 24-36 mesi ci ritroveremo con mille e più persone che sono senza lavoro e non hanno tante possibilità di ritrovarlo. E’ possibile, ad esempio, avviare dei corsi a Vasto per estetiste, elettricisti, idraulici, muratori, ristorazione ecc. per chi è stato licenziato/a in modo che possano avere la possibilità di avere un tenore di vita dignitoso?”. 

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