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Videosorveglianza e polemiche, i socialisti: "Siamo alle comiche"

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VASTO – “Siamo alle comiche”. Il Partito socialista torna ad attaccare a testa bassa l’amministrazione comunale sulla videosorveglianza. Dopo le sollecitazioni del prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, che ha bacchettato l’amministrazione comunale per i tempi troppo lunghi, il progetto per la realizzazione del Grande fratello vastese dovrebbe subire un’accelerazione. Ma la sezione locale del Psi continua a setire puzza di bruciato e torna ribadire che il progetto da 600mila euro per l’installazione delle telecamere sarebbe sovradimensionato per una città come Vasto. I socialisti chiedono procedure trasparenti per l’affidamento dell’appalto: “Dopo la spavalda uscita e mesta ritirata dell’assessore Molino che l’estate scorsa dichiarò, su mandato fiduciario del sindaco Lapenna – si legge in un comunicato della Rosa – che a dicembre 2009 avremmo avuto  le telecamere in città, oggi tocca all’assessore Sputore avventurarsi in farfugliamenti sui tempi e modi per la realizzazione della videosorveglianza a Vasto.  “Oggi si legge che il prefetto sollecita la realizzazione del progetto” e “che è in fase di predisposizione il relativo regolamento comunale, a cura del comandante della polizia municipale, Ernesto Grippo. E si legge che: Per entrare nella fase operativa – afferma l’assessore alla Polizia municipale, Vincenzo Sputore – aspettiamo che il Consiglio comunale approvi, entro la fine del mese, il bilancio di previsione 2010. Il progetto complessivo è da 600mila euro, ma potrebbe essere ripartito in due tranche. Dopo l’approvazione del bilancio, partirà l’iter prevede l’affidamento dell’incarico a un progettista e la successiva pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori di installazione delle telecamere. Espletato il passaggio in Consiglio – promette Sputore – i tempi saranno celeri.    Ecco – sostiene il Ps – un bel cumulo di falsità e becere scuse.  Ma quando l’assessore Molino sbandierò  per conto anche del sindaco l’impegno  per la realizzazione e la installazione delle telecamere per dicembre 2009, c’era o non c’era il regolamento? Evidentemente non c’era e questa è una prima bugia. I soldi c’erano o non c’erano? A leggere oggi l’assessore Sputore, i soldi non c’erano. Sia ben chiaro:non siamo contro un sistema di videosorveglianza. Siamo contro questo progetto di videosorveglianza. E questo lo abbiamo piu’ volte ribadito. Nel settembre 2009 invitammo  Scrivemmo: Appare chiaro a tutti che tale scelta contrasta nettamente con la volontà del Sindaco di realizzare un sistema solo per la videosorveglianza, altamente costoso e privo di qualsiasi altro vantaggio per l’ente e per i cittadini.  Ancor di piu’ lo ribadiamo oggi,a fronte delle palesi contraddizioni che la Giunta esprime su questa vicenda. Ed aggiungiamo: qualcuno – polemizza il Partito socialista – ha spiegato al Prefetto l’iter, la situazione, la paternità del progetto? Pensiamo di no”.
Le proposte. “Come voi sapete – si legge nel comunicato del Psi – la spesa del Comune di Vasto per la telefonia ammonta complessivamente a circa 230.000,00 € l’anno. UN costo elevato, sopratutto alla luce di quanto oggi la tecnologia ci mette a disposizione per ridurre in modo consistente le spese per questo servizio. Oggi infatti è tecnologicamente possibile non solo ridurre i costi attraverso al adozione di differenti protocolli di comunicazione (circa il 40% in meno) ;ma adottando soluzioni gia’ in uso presso molti Comuni:questo consentirebbe anche al nostro Ente di fare un vero salto di qualità e di offrire nuovi servizi ai cittadini.n Questi Comuni si sono dotati di una propria rete VPN (virtual private network) che ha consentito loro  la gestione di tutta la comunicazione, sia in voce che video oltre il traffico dei dati. L’utilizzo polivalente della rete cittadina consente alle amministrazioni di decidere ad esempio di:       1) Avvalersi di un sistema di videosorveglianza non solo su obbiettivi fissi, ma anche mobili  (vedi ad esempio la individuazione di discariche abusive) o di punti nevralgici che di volta  in volta verranno individuati ( ad es. la Riserva di Punta Aderci, controllo delle piste  ciclabili, ecc…). 2) Consentire l’utilizzo della connessione ad internet non solo ad uso interno dell’Ente, ma sopratutto come servizio ai cittadini, dando anche la possibilità della gratuità della connessione (per un tempo limitato di ore, o per zone o per qualsiasi altro motivo ritenuto utile) allargando lo scenario della popolazione utilizzatrice della rete;  3) Rendere possibile passaggio dalle attuale rete telefonica utilizzata dall’ente al Voip (voce tramite protocollo internet)  che consentirebbe un notevolissimo risparmio economico nonché un salto tecnologico dell’ente stesso”.  

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