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Stalking: minorenne perseguitato, la polizia denuncia un coetaneo

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VASTO – Ruba un motorino insieme a un coetaneo e viene denunciato. Poi rivela alla polizia il nome del complice e quest’ultimo comincia a perseguitarlo. E’ una storia di stalking che vede protagonisti due minorenni, quella raccontata dal vice questore Cesare Ciammaichella, dirigente del Commissariato di Vasto. “E’ quello che è accaduto – spiega l’ufficiale di pubblica sicurezza – ad un minore vastese, vessato da un suo coetaneo con una serie di persecuzioni, minacce telefoniche e perfino lesioni. Il tutto è iniziato lo scorso luglio, quando il minore, L.S., viene denunciato dopo il furto di un ciclomotore.  A conclusione delle indagini, rivela alle autorità inquirenti il nome di un altro minore che aveva partecipato al furto, poi identificato per P.L. Quest’ultimo, spinto dal desiderio di vendicarsi del torto che riteneva di aver subito, comincia a perseguitare l’amico. Lo contatta più volte telefonicamente fino ad ottenere un appuntamento. Lo trascina nell’angolo di una strada poco illuminata e lo minaccia a causa delle dichiarazioni che il malcapitato aveva reso e che ammettevano il suo coinvolgimento nel furto del ciclomotore. Improvvisamente estrae dalla tasca un manganello telescopico, di quelli estensibili e lo picchia  ripetutamente in varie parti del corpo. La vittima riesce a divincolarsi e a scappare, ma quando torna a casa non riesce a dire ai genitori la verità.  Riferisce di  essere caduto per le scale ed è quello che dirà anche ai sanitari del pronto soccorso, dove è costretto a recarsi a causa delle numerose ferite riportate”. Poi le telefonate continuano, fino a quando il ragazzo decide di non rispondere più alle chiamate provenienti da numeri sconosciuti, ma “lo stalker – scrive Ciammaichella in un comunicato – non desiste. Aspetta la sua vittima anche fuori dall’istituto scolastico, generando in lui una profonda paura e uno stato d’ansia tale che lo costringe a tornare a casa sempre accompagnato dai genitori. Stremato dalle continue vessazioni, il ragazzo ha finalmente il coraggio di confidarsi con i genitori, i quali presentano denuncia per quanto subito dal figlio. Le indagini esperite da personale del Commissariato di Vasto hanno evidenziato la pericolosità di P.L., che nonostante la minore età, si è reso responsabile dei reati di atti persecutori, ingiuria, violenza privata, minaccia e lesioni personali aggravate. Ora – conclude il dirigente del Commissariato – l’autorità giudiziaria valuterà l’opportunità di adottare nei suoi confronti, idonei provvedimenti con la possibile applicazione di misure coercitive”. 

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