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Società di depurazione acque, torna in sella Giangiacomo

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VASTO – Marcia indietro della Regione sulle nomine alla Coniv, la società che gestisce la depurazione delle acque nel Vastese. Tornano in sella, almeno fino all’approvazione del bilancio, i vecchi componenti del consiglio d’amministrazione: Fabio Giangiacomo (Pd), Manuele Marcovecchio (Pdl) e Antonio Colonna (sindaco di Carpineto Sinello). Coniv è una società per azioni a maggioranza pubblica (detenuta dal consorzio industriale del Vastese) e con due soci privati: le società Di Vincenzo e Sipes. Gestisce i depuratori di Punta Penna, San Salvo, Monteodorisio e Montenero di Bisaccia, oltre alla discarica di Bosco Motticce, a San Salvo. “Il Pdl – polemizza la segreteria di Vasto del Partito democratico – litiga per le poltrone tra pasticci e foglie di fico. Con la delibera numero 130 del 2009 del commissario del Consorzio industriale del Vastese e funzionario regionale (Mario Battaglia, n.d.r.), erano stati revocati i precedenti membri pubblici del consiglio d’amministrazione della società partecipata Coniv che si occupa dell’importante servizio di gestione del sistema idrico-depurativo consortile.  Con tale atto del 14 dicembre 2009, al loro posto sono stati nominati  l’avvocato Tascione di Vasto, il dottor Larcinese di San Salvo, oltre ad un terzo signore del Pescarese. Ma il diavolo – sottolinea il Pd – si scorda spesso dei coperchi ed, essendo il Coniv una spa, occorre una giusta causa per revocare gli amministratori di una società in carica e, comunque, la scadenza naturale è quella dell’approvazione del bilancio. L’aggravante è che tali questioni erano ampiamente conosciute dal Consorzio Industriale per precedenti liti giudiziarie sul tema, tutte interne al centrodestra, con tanto di sentenze e prese d’atto formali del cda del Coasiv.  Sempre il commissario del Coasiv, funzionario della Regione Abruzzo, il giorno prima della vigilia di Natale, con successiva delibera 137 è stato costretto, nei fatti, alla repentina revoca della revoca, lasciando i nuovi nominati nel limbo fino all’approvazione del nuovo bilancio e rimettendo in sella il vecchio consiglio d’amministrazione regolarmente composto per la parte pubblica da Fabio Giangiacomo, Antonio Colonna e Manuele Marcovecchio”. Secondo i Democratici, quelli del Pdl sono “pasticcioni e litigiosi come sempre”.

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