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Consorzio "Vivere Vasto Marina": no alla chiusura dei locali all'una

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VASTO – I gestori dei locali di Vasto Marina dicono no alla chiusura anticipata all’una di notte. E denunciano i furti subiti di recente da tre pubblici esercizi della località balneare. “Se chiudendo le nostre attività un’ora prima si potesse risolvere il problema sicurezza – si legge in un comunicato del consorzio Vivere Vasto Marina – saremmo i primi a proporre una soluzione del genere. Ma purtroppo siamo convinti di essere la parte lesa della mancanza di sicurezza, perché troppo spesso ci troviamo indifesi dinanzi ad episodi che coinvolgono noi e per prime le nostre attività”. Gli esercenti lamentano furti subiti negli ultimi due week-end: “Parlando di sicurezza – è scritto nella nota di Vivere Vasto Marina – ci preme rendere noto che nella notte di domenica 28 febbraio ed in quella di domenica 7 marzo tre attività commerciali della Marina sono state vittime di  furti, che per quanto possano essere episodi di bassa risonanza, aiutano a comprendere il momento che siamo costretti a vivere. Nel pomeriggio di sabato, poche ore dall’increscioso episodio, ci eravamo riuniti per discutere dei problemi che viviamo nella gestione delle nostra attività. Nell’occasione abbiamo discusso circa  il completamento del programma di istallazione del sistema di videosorveglianza all’interno delle ns. attività, e ribadito la necessità di adottare lo stesso sistema anche per le aree pubbliche. Si è riaffermata, inoltre, la necessità dell’impegno al rispetto  dell’ordinanza numero 68 del 21.06.02 sulla somministrazione delle bevande in contenitori che non siano di vetro all’esterno dei locali.  Oggi ci duole leggere che il dibattito che sta coinvolgendo, giustamente l’intera città ha prodotto una sola soluzione, ovvero quella della possibilità di chiusura anticipata dei pubblici esercizi. Tale ipotesi, a nostro avviso – concludono i titolari di bar, pub e pizzerie – non solo non aiuterà a risolvere il problema sicurezza, ma non farà altro che penalizzare le nostre attività commerciali più di quanto non lo siano già oggi”.

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