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Crisi "Villa Pini", la Confindustria chiede ripristino accreditamenti

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CHIETI – La Confindustria chiede alla Regione di revocare la sospensione degli accreditamenti al Gruppo Villa Pini. di cui fanno parte i centri di riabilitazione San.Stef.Ar. di Vasto, San Salvo e Casalbordino. Altrimenti i lavoratori non riscuoteranno mai gli stipendi arretrati. Dall’associazione degli imprenditori riceviamo e pubblichiamo: 
“Confindustria Chieti e Confindustria Pescara hanno effettuato un   incontro con le Segreterie Regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nonchè   con le Segreterie di Categoria sul delicato tema della vertenza Villa   Pini e, specificatamente, sui problemi occupazionali connessi.
Preso atto dei problemi collegati alla gestione Angelini che ha   portato al fallimento della Società e alla sospensione degli   accreditamenti, nonché della coraggiosa scelta della curatela   fallimentare di cimentarsi con un esercizio provvisorio, non si   capisce, né in termini legali né di opportunità, la mancata revoca da   parte della Regione Abruzzo del provvedimento di sospensione degli   accreditamenti.
Il venire meno della revoca depaupererà il patrimonio aziendale del   principale, se non unico, valore residuo.
Se la Regione Abruzzo non ripristinerà gli accreditamenti alla ex   Villa Pini la Curatela fallimentare non avrà più da ricollocare una   azienda con tutto il suo patrimonio professionale e di cosiddetto avviamento, ma solo un patrimonio immobiliare di limitato appeal.
Non sarà solo una occupazione qualificata a pagare un elevato prezzo   ma anche i creditori subiranno gravi ulteriori perdite.
Pertanto, premesso sempre il rispetto delle regole e delle leggi,   preoccupati delle possibili negative conseguenze Confindustria Chieti,   Confindustria Pescara e le organizzazioni sindacali chiedono che la   Regione Abruzzo renda al patrimonio aziendale gli accreditamenti   attualmente sospesi, favorendo così anche la curatela nella ipotesi   che l’esercizio provvisorio si trasformi in locazione ad uno dei   numerosi possibili partner che si stanno proponendo come gestori nelle   more della definizione dell’intera procedura fallimentare”.

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