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Pericolo chiusura San. Stef. Ar., ora c'è anche il rischio sfratti

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VASTO – Continua a tenere banco la vicenda San. Stef. Ar., i centri di riabilitazione facenti parte al gruppo Villa Pini sparsi in tutta la regione e con sedi anche a Vasto, San Salvo e Casalbordino. Questa volta a chiedere un intervento risolutivo è il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista). Intervenire per ristabilire la situazione lavorativa e contestualmente garantire un futuro a queste strutture sanitarie è la cosa fondamentale. Alcuni giorni fa lo stesso assessore alla Sanità della Regione Abruzo, Lanfranco Venturoni, aveva affermato che va garantita la continuità terapeutica dei trattamenti riabilitativi. “L’allarme è grave”, fa sapere Acerbo, “e arriva dopo la doccia fredda avuta con la chiusura del centro di Chieti. Il Gruppo Angelini – spiega lo stesso esponente di Rifondazione comunista – non vive una situazione facile, stretto com’è nella morsa dei creditori che chiedono quanto spetta loro. I lavoratori e i sindacati da mesi lanciano l’allarme, ma evidentemente per la solita sciatteria nessuno in Regione si è attivato per ottenere un rinvio dello sfratto”. All’episodio di Chieti ne seguiranno sicuramente altri, il tutto a scapito di chi ha bisogno di cure. La soluzione dovrebbe essere dettata dall’interesse pubblico. I centri servono alla comunità e la continuità terapeutica è un dovere. Perciò, rinviare gli sfratti. Acerbo ha concluso dicendo: “Lancio pubblicamente l’allarme perché non vorrei che si ripetesse quanto già accaduto a Chieti”. In tutto, tra Vasto, San Salvo e Casalbordino, più di 40 persone rischiano il posto di lavoro. 
Emanuele La Verghetta

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