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Crisi "Villa Pini", la Regione ha riaccreditato le cliniche private

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CHIETI – Una boccata d’ossigeno per i lavoratori del Gruppo Villa Pini, di cui fanno parte anche i centri di riabilitazione (a rischio chiusura) San.Stef.Ar di Vasto, San Salvo e Casalbordino. La Regione Abruzzo ha provveduto a riaccreditare le cliniche private, che così verranno pagate per le prestazioni sanitarie fornite ai pazienti e potranno cominciare a corrispondere ai 1600 dipendenti gli stipendi arretrati. La giornata è stata convulsa.
“Sono qui come parlamentare e non come presidente della commissione sulla sanita’”. Cosi’ ha esordito il senatore del Pd Ignazio Marino, oggi a Chieti dove ha incontrato il personale di Villa Pini e ha poi partecipato alla conferenza stampa del sindaco di Chieti Francesco Ricci sull’ordinanza da lui firmata con la quale il primo cittadino ordina la riattivazione dell’attivita’ della clinica in favore della curatela fallimentare in esercizio provvisorio. In sostanza il provvedimento rilascia a Villa Pini l’autorizzazione sanitaria predefinitiva e ordina al presidente della Regione Gianni Chiodi, nella qualita’ di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanita’, di procedere “senza dilazione entro i tempi tecnici strettamente necessari al riaccreditamento predefinitivo del fallimento Villa Pini srl in esercizio provvisorio in persona del curatore avv. Giuseppina Ivone e cio’ in via temporanea e urgente e fino alla pronucnia del Tar Abruzzo adito da parte della curatela fallimentare”. E’ la conclusione, ha sottolineato Ricci, di un processo che consente alla curatela di riprendere l’attivita’ e rappresenta una iniziale soluzione per Villa Pini che oggi torna sul mercato come un’azienda che produce salute. Il provvedimento e’ stato giudicato da Ignazio Marino come un esempio di politica sana e attenta alle persone. “Sono rimasto profondamente turbato dalle lacrime, dalla disperazione dei lavoratori di Villa Pini che ho incontrato questa mattina – ha aggiunto Marino – Gente che cerca comunque di portare avanti il proprio lavoro. La sensazione e’ che tutto questo disastro e’ il risultato di un connubio tra cattiva politica e cattiva imprenditoria. Per anni occhi non hanno visto. Bisognera’ capire che e perche’ ha accreditato strutture che non andavano accreditate”. Il senatore Giovanni Legnini ha puntualizzato che l’ordinanza del sindaco di Chieti e’ a tutt’oggi l’unico provvedimento concreto, una pietra miliare per riavviare l’attivita’ della struttura in quanto legittima il curatore all’esercizio provvisorio. (Agi)

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